l’ex vicesindaco Morello a ruota libera:in Comune è morta la legalità

MIRTO CROSIA – Massimiliano Morello, già vicensindaco nella passata consiliatura, rompe il silenzio e denuncia una serie di fatti amministrativi gravissimi, attinenti all’attuale esecutivo e destinati a scuotere il clima politico della vivace cittadina jonica. E sono parole scolpite nella roccia. Cosa succede? “Ho atteso una settimana prima di determinarmi a denunciare gravi situazioni avvenute nel Comune di Crosia che riguardano la commistione tra uffici, dirigenti e politica, al fine di verificare una eventuale risposta a cui era tenuto chi guida la nostra comunità e che non è ancora arrivata. I fatti di cui sono venuto a conoscenza e la relativa documentazione sono stati già denunciati alle competenti autorità e potrebbero attestare, ove provati, fattispecie di reato pesantissime”. Venga al dunque. “La vicenda inizia nell’agosto 2008 e riguarda un’autorizzazione edilizia non concessa poiché non rientrava nelle disposizioni di legge. L’Ufficio Urbanistica, nell’assoluto rispetto della legge e dopo avere sentito l’omonimo ufficio della Regione, non aveva concesso un permesso a costruire perché il Piano di Coordinamento Territoriale Provinciale aveva decretato, nelle more, un vincolo di inedificabilità assoluta su tutta la zona interessata. A dire di alcuni dirigenti del Comune, iniziarono una serie di pressioni, di calunnie e minacce che avrebbero addirittura minato la serenità lavorativa costringendo alcuni dipendenti a manifestare la volontà di ricorrere all’autorità giudiziaria. Perciò ho consegnato tutta la documentazione ai Carabinieri, vista la gravità delle situazioni riferite”. Lei, che è avvocato, sa bene quale effetto dirompente potrebbero avere queste affermazioni se dovessero risultare accertate senza dubbio alcuno. Cosa chiede? “Semplicemente mi chiedo, da cittadino, se gli amministratori abbiano fatto il loro dovere e quali siano i provvedimenti assunti finalizzati a quella trasparenza amministrativa che, a dire dell’attuale amministrazione comunale, avrebbe trasformato il Comune di Crosia in una “casa di vetro”, metafora di una trasparenza che, oggi, non riesco proprio a vedere. Il Sindaco, che detiene l’Assessorato all’Urbanistica, ha assunto il ruolo di rappresentante degli interessi dell’intera comunità e ha denunciato il tutto alla Procura della Repubblica? Alcuni assessori, che spesso si ergono a paladini della legge e della giustizia, hanno assunto provvedimenti o preferiscono guardare da un’altra parte?” Chi dovrebbe rispondere a codeste complesse domande? “A queste domande mi auguro possa dare risposta la Magistratura che invoco per un’attività di indagine rapida e che metta alla luce tutti i mali di questo comune. Ritengo che la politica di Crosia si sia dimostrata, finora, immobile se non addirittura responsabile visto che, se tutto dovesse essere confermato, è la stessa imparzialità amministrativa ad essere stata messa in discussione, con dirigenti che continuano a sedere nonostante tutto al loro posto, riprova evidente di un totale servilismo della politica agli affari”. Lei cosa propone? “E’ necessario attuare tutte le forme di garanzia che il clima attuale non garantisce più. Come mai il sindaco che invocava, quando sedeva ai banchi dell’opposizione, la commissione urbanistica, segno di garanzia e trasparenza, dopo quasi un anno dal suo insediamento continua ad essere l’unico soggetto interessato al settore, nell’assoluto riserbo e nell’assoluta assenza di qualunque controllo politico? I cittadini pretendono risposte immediate dall’intera Amministrazione che ancora non sono arrivate, avvalorando i dubbi su una complicità tra politica, interessi ed uffici comunali, in violazione della legge. Ho il coraggio di essere coerente con le mie idee di legalità e non ne voglio fare una strumentalizzazione politica. Mi preme garantire che la vicenda non rimanga a fare compagnia ai numerosi scheletri nell’armadio di cui la storia politica di questo Comune è piena”.

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