LE 4 REGINE: DANIMARCA, SPAGNA, INGHILTERRA E ITALIA.

Curioso, tra le 4 regine d’ Europa, le semifinaliste in questo Europeo, soltanto una a livello istituzionale è una repubblica: l’Italia. Magari sarà di buon auspicio. Chissà ? Con le altre due partite di ieri, infatti, a Spagna e Italia si sono aggiunte anche Danimarca e Inghilterra, 2 regni, dove i cittadini si chiamano anche sudditi di sua maestà.

Ucraina – Inghilterra = 0 -4 ( 4° e 50° Kane, 46° Maguire, 63° Henderson)

– Una Ucraina imbarazzante, soprattutto nel secondo tempo, non puo’ nulla contro un’ Inghilterra che fin dall’ inizio di questo torneo si era specchiata come favorita. A questo punto, almeno per la finale, pare esserlo davvero, considerando che si giocherà proprio a Londra, a Wembley. Certo, insieme all’ ottima Italia di Roberto Mancini. Sicuramente l’Inghilterra di Soutgate, che da ieri ha definitivamente scacciato quel demone che lo vide protagonista, suo malgrado, in negativo di un errore dal dischetto proprio ad un Europeo contro la Germania, funziona ovunque: lontano da Wembley così come a Londra. E ieri sera, a Roma, lo ha dimostrato umiliando una Ucraina che non è mai scesa in campo, se non per 5 minuti, tra il 37° e il 42° del primo tempo. Soltanto nella parte finale dei primi 45 minuti, infatti, gli ucraini hanno provato a fare qualcosa e si sono affacciati dalle parti di un Pickford, che resta ancora imbattuto. E’ così, infatti, a soli 2 incontri dalla vittoria l’estremo difensore inglese non ha preso neanche un solo gol. Del resto l’allenatore inglese è un “eretico” in patria, con la sua difesa a 3 e ha dimostrato di non disdegnare il calcio difensivo. Inizia subito bene per i “leoni”, infatti al 4° minuto è Kane che con una puntata da vero uomo d’area porta in vantaggio i suoi. Il primo tempo finirà così, con parecchie altre occasioni per gli inglesi e un’ Ucraina che, come detto, si vedrà soltanto nei minuti finali della prima frazione di gioco. La ripresa inizia ancora peggio, con Maguire che dopo pochi secondi sfodera il proprio marchio di fabbrica: colpo di testa perfetto su cross altrettanto invitante di Shaw, palla in rete. Anche da questo si puo’ notare l’inconsistenza degli ucraini: incredibile lasciare libero uno come Maguire di colpire di testa in area di rigore. E’ 2-0, Ci penseranno un’ altra volta Kane, dopo appena 4 minuti e il subentrato Henderson a finirla in goleada. Ora sarà sempre casa, Londra, Wembley, con la Danimarca mercoledì e poi l’eventuale finale di domenica 11 luglio. Una data che comunque porta bene all’ Italia.

Repubblica Ceca – Danimarca = 1 – 2 (5° Delaney, 42° Dolberg, 49° Schick)

– C’è del buono in Danimarca. Oltre alla bella favola, per fortuna a lieto fine, che all’ esordio ha visto i giocatori danesi come “angeli” nei confronti del loro compagno Christian Eriksen, che fortunatamente  sta pian piano tornando alla normalità, dopo l’arresto cardiaco che lo ha colpito durante il match d’esordio agli Europei contro la Finlandia lo scorso 12 giugno, adesso c’è anche una semifinale. La “Dinamite danese”, come la chiamano scherzosamente i suoi tifosi non è nuova a imprese del genere, ci ricordiamo tutti un Europeo vinto da sostituta, dell’ allora Jugoslavia, nel 1992 e dal quale è stato tratto anche un bel docu film (1992, appunto). Stavolta, nel fantascientifico e modernissimo stadio di Baku, si gioca per i danesi c’è Repubblica Ceca. E sinceramente non si capisce bene perché questi ultimi erano dati come favoriti. E’ vero, per i  danesi i ceki sono spesso un avversario ostico: due sconfitte su due ci dicono le statistiche. Inoltre la Repubblica Ceca ha uno Schick che sta facendo mangiare le mani a parecchio nella capitale, sponda giallorossa, almeno a giudicare da questo torneo. Ma sono appunto i danesi a passare subito in vantaggio: è il 5° minuto quando Delaney si trova improvvisamente solo a metà area e con potenza colpisce la  palla, la sfera  prende velocità e si infila in porta. E’ uno a zero, ma la Repubblica Ceca prova a reagire, però arriva un’ invenzione di Maehle. L’atalantino disegna un esterno per Dolberg, che deve solo toccarla e infilarla sotto la traversa. E’ il classico col che è di chi ha fatto l’azione, più che di chi la finalizza. Il primo tempo finisce così: 2 a 0 per la Danimarca, ma c’è ancora partita, infatti a inizio secondo tempo è il solito Schick ad accorciare le distanze. Tuttavia proprio il capocannoniere del torneo (insieme a Cristiano Ronaldo) uscirà prima del tempo, sfortunatamente per il cecki, allora il risultato non cambierà, Danimarca in semifinale dopo 29 anni, da quel leggendario 1992, ma adesso c’è Wembley, Londra, l’ Inghilterra. Un compito che definire arduo è quasi un eufemismo.

MARCO TOCCAFONDI BARNI

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