■Antonio Loiacono
Il sole calava dolcemente sul campo sportivo di Scala Coeli “Domenico Bria” quando il fischio d’inizio, affidato a Nicola Abruzzese e Salvatore Tosto, ha aperto il Quarto Memorial dedicato a Guerino Paletta, per tutti semplicemente “Cabrini”. In quell’istante, tra applausi, abbracci e sguardi lucidi, sembrava quasi di vederlo ancora lì: la maglia numero 3 intrisa di sudore, il passo sicuro, la grinta di chi viveva il calcio non solo come un gioco, ma come una missione.
«Un uomo che ha lasciato un’impronta indelebile nel nostro piccolo borgo – ha ricordato Abruzzese, già “mister” dell’Azzurra Scalese – avendo militato nella gloriosa A.S. Scala Coeli, squadra che ha calcato i campi di seconda categoria calabrese per oltre trent’anni».
E quell’impronta, ieri 16 agosto, si è trasformata in un abbraccio collettivo, in una festa che ha unito generazioni: vecchi compagni di squadra, giovani calciatori, amici di sempre e semplici appassionati. In campo i “senatori” e le nuove promesse si sono affrontati con rispetto e intensità, come se ogni passaggio e ogni tiro fossero un gesto di riconoscenza verso chi, con la sua vita, ha insegnato a lottare fino all’ultimo minuto. Il 3-3 nei tempi regolamentari ha reso giustizia all’equilibrio, ma ai rigori i veterani hanno prevalso per 11-10, tra l’entusiasmo del pubblico e le lacrime di commozione di chi, sugli spalti, sapeva che quella non era solo una partita.
Non si è celebrato soltanto il calcio, ma ciò che lo rende grande: la passione, la lealtà, la dedizione. Valori che Guerino portava dentro e che ha lasciato in eredità al suo paese. Valori che oggi rivivono nei ragazzi che crescono su quel campo e che continuano a sentire “Cabrini” come un fratello maggiore, un esempio, un guerriero.
Perché Guerino Paletta non è soltanto un ricordo da custodire. È una bandiera che unisce, un sorriso che appartiene a tutti noi, una voce che, anche da lassù, sembra ancora incitare: «Forza ragazzi!»
E così, ogni volta che il pallone rotola su quel rettangolo di polvere e sudore, l’A.S. Scala Coeli sa di non essere sola: con lei c’è sempre “Cabrini”, che continua a giocare la sua partita più bella, insieme a tutta la sua comunità.

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