Filomena Greco: un’intervista che non mi ha convinto!

In tutto ciò i cariatesi avrebbero un ruolo importante da esercitare

La libertà che mi ha sempre concesso il direttore Cataldo Formaro, nonostante qualcuno pensi il contrario, me la prenderò tutta in questa circostanza di fine anno. Così almeno spero che una volta per tutte nessuno potrà mai più dire, che le mie considerazioni vengono prima filtrate. 

In piena sincerità, a chi scrive l’intervista al Sindaco di Cariati, rilasciata ai microfoni di cariatiNet.it.it, non ha trasferito nulla. Il Primo cittadino, avvocato Filomena Greco, ha saltellato da un tema ad un’altro, senza mai affondare, e facendo comprendere agli ascoltatori come stanno per davvero le cose. 

Una riflessione che continuamente a rimandato al futuro. Ai prossimi mesi. Un copione già visto. Sta di fatto che Cariati è un Paese dormiente. Dove i cariatesi hanno perso ogni pur minima speranza in un domani diverso. 

Manca una visione d’insieme. È chiara l’esistenza di una frantumazione di potenziali e eventuali progetti, che rispondono esclusivamente alle emergenze. Non vedo programmazione nelle azioni. Mai che si pensa a costruire la Cariati del futuro. Sempre una visione miope sul presente, quando va bene. 

Non vorrei apparire il solito guastafeste. Per me così l’amministrazione Greco vive alla giornata. Non vedo coesione e pianificazione. Elementi che, invece, mi avevano fatto pensare inizialmente a un possibile e bene augurante cambiamento. 

Purtroppo non c’è stato il cambio di passo. Servirebbe un vero salto di responsabilità. Ma non credo neanche più che ci sia tempo. A Cariati occorre altro. Di sicuro di un’amministrazione che stia tra la gente e che ascolti le persone. 

Spero che la mia non sia una ennesima predica inutile. Cariati per me ha bisogno di programmare con i fatti il futuro. Altrimenti continuerà a stare su un piano inclinato sino a quando non sprofonderà nel baratro. Una amministrazione deve sentirsi responsabile del destino del territorio, del benessere fisco e mentale dei cittadini. 

In tutto ciò i cariatesi avrebbero un ruolo importante da esercitare. Quello di farsi ascoltare. L’esempio dei giovani che hanno occupato l’ospedale V.Cosentino è un modo chiaro e forte per battere un colpo. Altrettanto potrebbero fare per le vicende amministrative. È tempo di un forte e rinnovato spirito di partecipazione. Per me solo dentro questo tema: Cariati può trovare dimensione, ruolo e salvezza. 

Nicola Campoli 

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