Terravecchia: 100 anni e non li dimostra! O li dimostra?

Un compleanno significativo per una piccola comunità che vive e prova ad affrontare i suoi problemi

Siamo agli ultimi sgoccioli dell’anno. Possiamo dire davvero che è trascorso un brutto anno. Orribile. Il peggiore della nostra vita. Che ci ha fatto vivere in modo sospeso e preoccupato. 

Il 2021 è ormai alle porte. Speriamo tutti che il copione nei prossimi 12 mesi sia diverso e più allettante. L’augurio é che si possa tornare alla vita di prima, facendo tuttavia tesoro di quanto, inaspettatamente, abbiamo vissuto. 

Il nuovo anno segna un compleanno importante per il piccolo Comune di Terravecchia, verso il quale confesso ho un gran debole in termini di vicinanza e affetto. Sta di fatto che nel 2021 il “Paese dell’Infinito” spegnerà le sue prime importanti 100 candeline. 

Un compleanno significativo per una piccola comunità che vive e prova ad affrontare i suoi problemi, come in fondo provano a fare tanti altri Municipi della sua stessa “taglia”, disseminati lungo il nostro Stivale.  

La bellezza, la ricchezza, la qualità dell’Italia sono espresse, oltre che dai nostri luoghi, dai valori civili delle sue comunità, dalle molteplici originali storie che hanno costruito identità e sedimentato cultura. E Terravecchia per questo non è seconda a nessuna altro piccolo comune italiano.

La vita dei micro centri, delle popolazioni che in essi risiedono, sono parte essenziale del progredire del nostro Paese, e le attese da queste realtà meritano particolare attenzione e ascolto da parte delle istituzioni, a tutti i livelli. Ricordiamo che più della metà del territorio nazionale è affidato all’amministrazione di comuni nei quali i residenti sono fortemente diminuiti nei decenni.

Così è per Terravecchia. C’è poco da fare. Bisogna prendere consapevolezza che lo spopolamento dei piccoli centri continuerà in modo inesorabile. Ciò segnerà ulteriormente il loro destino e il manifestarsi di fragilità sociali e ambientali, destinate a impoverire l’intera nazione.

Nonostante tutto ciò Terravecchia deve festeggiare il lusinghiero traguardo. Mi rendo per quanto possibile disponibile a dare una mano al Sindaco Mauro Santoro e all’intera amministrazione comunale. 

Giusto come piccolo consiglio per le prossime celebrazioni. Sono per pochi appuntamenti, ma di indubbia qualità. Tra questi non dimentichiamo di dare risalto e ascolto a anziani e emigranti che possono davvero fare la differenza, ricostruendo spaccati di memoria del Paese che fissano fatti e persone di un tempo passato. 

Infine, tutto fa sempre pantano con i fondi disponibili. Terravecchia è un Paese amato. Perché non lanciare una raccolta fondi per contribuire all’organizzazione del programma degli eventi del centenario, promossa dall’amministrazione comunale?

Una piccola novità per la comunità, ma anche un esperimento sociale che potrebbe vedere coinvolti i cittadini di Terravecchia e non solo, vicini e lontani. 

Nicola Campoli 

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