EXTRAVERGINE, A ROSSANO AD 1,89 EURO?!

EXTRAVERGINE, A ROSSANO AD 1,89 EURO?! DENUNCIA DI UN PRODUTTORE, CASO NAZIONALE “TEATRO NATURALE”: PER ANNI SOLO FRODI E SPERPERI ROSSANO (CS), Giovedì 10 Giugno 2010 – A Rossano olio extra vergine a 1,89 Euro. Possibile? Le perplessità di un produttore cittadino sbarcano in Rete e diventano un caso nazionale. Se ne occupa la rivista “Teatro Naturale”. E il Direttore non usa mezzi termini: capisco la preoccupazione, ma per anni al Sud avete soltanto dilapidato fondi per questo settore, realizzando il nulla. Purtroppo, l’olio extra vergine di oliva ha perso valore. Anche la grande distribuzione (Gdo) lamenta margini di guadagno ristretti. Politiche dissennate e frodi pubbliche hanno determinato il collasso dell’intero comparto. La responsabilità è di tutti, non solo delle associazioni di categoria. Oggi, occorre ritrovare quel valore che non c’è. In questo scenario, oggettivamente desolante, emergono solo le eccellenze. Lo ha ribadito e spiegato, nei giorni scorsi, Luigi CARICATO, Direttore della famosa rivista di settore “Teatro Naturale” (Anno 8 – N. 22 del 10 Giugno 2010), rispondendo ad un produttore oleario rossanese che lamentava la vendita, a soli 1,89 Euro al litro, di bottiglie di olio extra vergine di oliva sui banchi di un noto supermercato della Gdo. Oggi – ha spiegato CARICATO – si paga il conto per l’assenza di strategia e per scelte senza respiro. Se i fondi pubblici destinati all’olivicoltura, in passato, fossero stati impiegati in modo corretto, il problema attuale non sussisterebbe. In troppi si sono unti le mani non denunciando irregolarità e vere frodi. Al tempo degli aiuti generosi – ha aggiunto – si polverizzavano in maniera ignobile gran parte dei finanziamenti destinati agli olivicoltori, realizzando il nulla. Nessuno allora aveva mai pensato che si potesse sollevare uno scandalo. Forse a tutti andava bene, perché tutti in qualche modo restavano con le mani unte. Oggi in tempi di magra la situazione è diversa, si paga il conto di politiche dissennate. Se allora quei fondi fossero stati utilizzati bene, la storia oggi sarebbe un’altra. È vero – ha precisato CARICATO – che la Gdo specula allegramente sulla crisi in corso. E’ altrettanto vero che se riuscisse a ricavare anch’essa margini di guadagno maggiori, ne sarebbe felice. Gli aiuti pubblici concessi in questi anni hanno drogato il mercato. Il comparto olio di oliva nel frattempo non ha saputo costruire una catena di valore perché ciascuno curava altri interessi. L’unica soluzione percorribile è ridare valore al prodotto con nuove strategie. Qualche associazione di categoria ha speculato sul Made in Italy. Per tentare una via d’uscita, è bene che anche i produttori sfruttati si ribellino ai disastri compiuti da chi aveva il compito di rappresentarli. Diversamente non otterranno nulla. L’Interprofessione sta cercando di individuare la soluzione. La speranza – ha concluso il Direttore di “Teatro Naturale” – è che le associazioni di categoria non remino contro, con l’obiettivo di far saltare tutto all’aria. Nel frattempo, dati alla mano, per risanare il comparto e risollevare le sorti ”dell’oro verde”, le eccellenze territoriali giocano la loro battaglia su un doppio binario. Da un lato, pur ottenendo importanti riconoscimenti, faticano ad intercettare consumatori di nicchia, disposti a riconoscere il giusto prezzo. Dall’altro, nel marasma generale di una produzione di massa, spesso scadente, combattono per distinguersi da prodotti di basso livello che invadono un mercato sin troppo saturo.

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