distrutto il circolo nautico dell’ex sindaco Russo

MIRTO CROSIA – Non bastano più gli pneumatici da squarciare o le auto da incendiare: adesso i vigliacchi alzano la testa e si danno a distruggere, letteralmente, anche i manufatti in muratura. Questa volta è toccato all’ex sindaco della cittadina jonica, Antonio Russo, noto avvocato della zona, giornalista pubblicista da oltre 30 anni, già consigliere provinciale e politico di lungo corso. La notte scorso i soliti ignoti hanno demolito il circolo nautico di proprietà della consorte, sul Lungomare Centofontane, di fronte allo stadio comunale. Nella zona, a circa 500 metri dal circolo, insiste un cantiere per la realizzazione del ripascimento della spiaggia. Il malvivente (o i malviventi) col favore delle tenebre (sono circa le 22) mettono in moto una pala meccanica e si avviano verso la costruzione del Russo. Arrivano in una manciata di secondi ed in pochi minuti scagliano con furia inaudita la benna contro l’edificio. Uno, due, tre, forse quattro colpi bene assestati e le mura si accartocciano. Forse passa qualcuno; forse l’opera di devastazione è ritenuta riuscita, fatto sta che il criminale (o i criminali?) abbandonano, col motore ancora acceso, la scavatrice fra le macerie. Giungono immediatamente i carabinieri i quali non possono fare altro che constatare il disastro ed iniziare i primi rilievi. Poco dopo arriva anche Antonio Russo che, sconsolato, osserva quei detriti: un pezzo di vita che va in frantumi. E con essa costose mute impermeabilizzate ed altre attrezzature sportive di pregio. Con la moglie avevano realizzato un sogno: quello di offrire agli appassionati del mare ed ai tanti turisti un punto di riferimento finalizzato soprattutto alla pratica dello sci nautico. Il danno è quantificato dallo stesso Antonio Russo in circa 70 mila Euro. “Ma quello che mi fa più rabbia – si sfoga il collega Russo – è che ancora non riesco a capacitarmi del perché di tanto barbaro accanimento. Qui ci conosciamo tutti, e tutti possono certificare la mia totale disponibilità ed amicizia nei confronti di ciascuno. Non serbo rancori ne coltivo inimicizie. E se tanto mi da tanto, allora non mi resta che collegare codesto gesto ignobile alla mia attività politica”. La politica per Russo è autentica passione che vive da protagonista nella sua città. Non è un caso se proprio dalle istituzioni, per prima, gli sono giunti attestati di stima e solidarietà. Sul fronte delle indagini gli inquirenti non escludono alcuna pista, anche se insistono non poche anomalie che fanno da contorno alla vicenda. In giro si dice, ed Antonio Russo ce lo conferma, che la dannata scavatrice fosse incustodita, tanto che il balordo (o i balordi) hanno potuto facilmente impossessarsene. E non basta, perché pare che l’intero cantiere, e quindi tutti i mezzi da lavoro, siano completamente alla mercé di chiunque. Anche di chi si esercita nell’esercizio ignobile della devastazione.

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