Stamattina, come mio solito, ho fatto un giro per il ridente e sempre accogliente centro storico di Cariati. Mi sono poi soffermato a scrivere queste poche righe, accomodato sulla panchina in pietra del mio luogo del cuore, nei pressi del belvedere in via Santa Croce alla fine di corso XX settembre 1895. Camminando per le stradine, all’interno della monumentale cinta muraria, mi sono imbattuto curiosamente nelle diverse e variegate voci dei visitatori.
Dell’incrocio di voci mi ha colpito, in modo particolare, la nazionalità dei turisti. Non solo italiani e tedeschi, ma anche inglesi, americani e qualche francese. Certo, parlo di piccoli gruppetti di famiglie, amici e mini comitive. Possiamo dire, allora, che forse qualcosa si muove, al di là della sempre numerosa presenza serale e notturna, che affolla in questo periodo la cittadella storica cariatese.
Ecco che il centro storico di Cariati rappresenta un attrattore turistico, forte della sua identità, per appassionati che amano borghi di questo genere. Bisogna puntare, come amministrazione comunale, su questo filone di persone. Al di là dello splendido mare cristallino cariatese, forse proprio il centro storico potrebbe rappresentare quell’arma in più per coinvolgere un filone di turisti, che travalichi il classico slot ferragostano di presenze in loco.
Il centro storico ha una sua anima, importante, riconosciuta e significativa, che andrebbe cavalcata con azioni mirate e consequenziali. Partendo, naturalmente, da un sempre più attento decoro urbano. Serve, ad esempio, uno spazzamento quotidiano delle stradine per renderle più pulite e accoglienti. In giro si notano alcune criticità.
Infine, un’idea. Quella di raccogliere e rendere pubbliche le storie dei volti degli anziani che abitano il centro storico. Cioè, scrivere le storie passate e presenti di chi convinto risiede in zona, ricostruendo la memoria degli storici spazi. Insomma, la singolarità del luogo rende particolare la comunità che risiede in loco, forte di persone che la compongono identificandosi con essa, distinguendosi da tutto il resto.
Il centro storico di Cariati è un luogo unico, perché è la concentrazione di storia, tradizioni, cultura, cioè rappresenta la memoria viva del Paese. Dunque, il richiamo è alla creatività. Una facoltà questa che nasce spontanea nella mente e non riconosce limiti. Mi rivolgo a chi voglia continuare a sognare uno dei tanti futuri possibili per Cariati, provando a concepire un Paese più vivo e competitivo di quello attuale.
Nicola Campoli
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