CAPO VERDE AI CONFINI DELLA REALTA’ CONTRO UNA SPAGNA PRESUNTUOSA, IL BELGIO STECCA COI FARAONI E LA CELESTE CON L’ARABIA. IMPATTANO IRAN E NUOVA ZELANDA

di Marco Toccafondi Barni


SPAGNA – CAPO VERDE 0 – 0

– Un dentista 40enne ferma i campioni d’ Europa, una roba così puo’ succedere solo ai Mondiali.

Il suo nome è Vozhina, chissà perché ci son spesso i dentisti tra queste belle pagine di Mondiale, che sono sempre esistite. Basti ricordare il mitico Pak Doo – ik che sconfisse clamorosamente gli azzurri nel 1966 (in realtà pare fosse un colonnello che non si occupava dei denti). No, questo non sembra né un risultato reale, successo davvero. E invece sì, la squadra favorita ai Mondiali, nonché fresca campione d’ Europa, con i piu’ grandi campioni del mondo dentro, viene fermata dalla piccina Capo Verde, un arcipelago aficano di 10 isole tra le quali una disabitata che, curiosamente, è anche  una ex colonia portoghese di soli 500mila abitanti.  Sia come sia Spagna e Capoverde per adesso sono appaiate a 1 punto ciascuno e zero gol nel girone H.

Sì, perché se è sicuramente stato un esordio da leggenda per i capoverdiani è un incubo per la Spagna, che ha sottovalutato e non poco l’avversario. C’ è poco fa fare, “la Roja” stecca un’ importante  prima uscita a causa della presunzione.

Tuttavia i creoli hanno i loro meriti: ordinati e disciplinati per tutti i 90 non si sono lasciati intimorire dal blasone e dalla classe infinita dei celebri  avversari, anzi  hanno fatto i  tignosi e  grazie ad un’ ottima organizzazione di gioco e un muro difensivo sono riusciti a respingere gli sterili assalti spagnoli. Qualcosa è cambiato con l’ingresso in campo di Lamine Yamal, il nuovo pibe de oro del calcio mondiale, al suo esordio, però alla fine delle fini niente è servito a battere i capoverdiani, che hanno così segnato sul calendario del mondo una giornata veramente storica, che nel finale poteva  addirittura diventare leggendaria quando hanno avuto un’occasione clamorosa con Borges disinnescata solo grazie ai riflessi di Unai Simón.

BELGIO – EGITTO 1 -1 (Ashour, Hany (A)

– E’ una partita a 2 facce quella tra i “Diavoli rossi” e i “Faraoni”, dove c’è anche tanta serie A e soprattutto parecchia Roma: da quel Rudi Garcia ancora idolatrato nella capitale ma caduto rapidamente nell’ oblio a Napoli, idem per Lukaku. Poi c’è De Bruyne nonché un opaco De Ketelaere (l’atalantino è stato il peggiore in campo). Il primo tempo è stato di marca egiziana, nella ripresa il Belgio si ricorda chi è e soprattutto chi ha in squadra.

Gli africani  partono bene facendo tanto possesso e non è ancora scoccato il 20esimo minuto quando l’evergreen geniale, Salah, inventa per Ashour che, con un bel destro,  sblocca il match, forse complice Courtois che parte con un attimo di ritardo ed è poco reattivo. Il Belgio va subito in confusione e a parte Doku non reagisce. L’ Egitto merita dunque il vantaggio quando l’abitro manda tutti a riposarsi. Ma nella ripresa è un altro Belgio, perchè Garcia, che in fondo è un buon allenatore, indovina i cambi e fa entrare un campione mai domo: Lukaku. Neanche il tempo per lo speaker di pronunciare il nome Romelu ed è 1-1 in pochi secondi. Il gigante del Napoli favorisce l’ autorete di Mohamed Hany. Finisce così una partita bellissima, dove nel finale le squadre sono spezzate in 2 e si percepisce che puo’ prevalere chiunque e all’ improvviso. Non succede, è un pareggio che in fondo lascia tutto aperto nel girone.

URUGUAY – ARABIA SAUDITA 1-1 (Alamri, Araujo)

-E stata una partita strana quella nello splendido scenario del Miami Stadium, con due gol quasi identici, nati da una respinta corta (quasi un bagher il colpo di un indeciso Muslera) dei rispettivi portieri sulla quale in maniera rapace si sono fiondati prima un monumentale Alamri e parecchi minuti dopo Araujo per il pareggio Celeste. E’ un pari meritato, in fondo, anzi ai punti la “Bielsa Band” avrebbe addirittura vinto, però c’è da dire che i sauditi hanno fatto un ottimo  primo tempo, per poi cedere pian piano e ritrovarsi sotto assedio per buona parte del secondo.

E dire che il match aveva visto una partenza in sordina, con  l’Arabia Saudita cresciuta piano però in modo costante fino al vantaggio a 5 minuti dalla fine della prima frazione: il numero 4 saudita durante la replica di una palla gol identica capitata pochi istanti prima è fulmineo e in area riesce a  corregge in rete sfruttando la respinta corta di Muslera. Siamo al 40esimo minuto. Idem una quarantina di minuti dopo, sempre nella stessa porta, ma stavolta il gol è della maglia celeste di Araújo, che si avventa rapido su una palla vagante e realizza.

Finisce così, parità, e visto il cosa ha combinato il miracoloso arcipelago africano contro la super potenza spagnola nel girone l’equilibrio la fa da padrone: tutti a un punto. Chi l’avrebbe detto ? Nessuno, ma sono i Mondiali. Mai scordarlo, tutto puo’ succedere.

IRAN – NUOVA ZELANDA 2 -2 (Just (2), RezaeiaN, Mohebbi)

– Un impero contro la favola del post storicismo. Dal punto di vista geopolitico l’incontro tra Iran e Nuova Zelanda è soprattutto qui: una nazione e una collettività che esistono da quasi 3.000 anni, questi persiani talmente orgogliosi da misurarsi con l’impero egemone, il padrone di casa, e con un piccolo stato dell’ Oceania, il sogno di tanti insieme alla sorella maggiore: la vicina Australia. Un volo non soltanto pindarico da prendere proprio perché, non essendo affatto un impero, vi si vive mediamente benissimo, senza le ristrettezze e spesso la tragedia tipici per un cittadino che vive dentro ad un impero.

Dal punto di vista del campo la partita è gradevole, molto, velocissimi tutti e parte un po’ meglio l’ Iran, ma dopo appena 7 minuti un po’ a sorpresa è la Nuova Zelanda a colpire per prima, poi il pareggio quasi immediato degli iraniani. Il vantaggio neozelandese nasce da una triangolazione tra Wood e l’autore del gol, che grazie a un tiro di destro preciso da dentro l’area la mette sotto la traversa. L’ Iran non sta a guardare e dopo parecchie occasioni create in pochi minuti trova il pari con Rezaeian: dopo una  ribattuta del portiere avversario l’ iraniano con un elegante tocco d’esterno fa 1 a 1. Si gioca a buon ritmo ed è equilibratissima e molto divertente la partita, i ribaltamenti di fronte sono continui, quindi non stupisce se al riposo si va sul ‘ 1 a 1. Il match riprende e dopo l’intervallo è ancora la Nuova Zelanda a passare in vantaggio, di nuovo con Just che scambia con Wood e firma la sua personale doppietta. Ma un impero non cede mai, figuriamoci contro i post storici per eccellenza, passano appena 10 minuti Rezaeian crossa dalla destra trovando Mohebbi in area di rigore che di testa fa il 2 a 2 finale.

E’ il 2 a 2 finale tra uno dei 5 imperi sulla terra e il post storicismo per antonomasia.

Views: 61

Puoi essere il primo a lasciare un commento

Lascia una risposta