DEFINIZIONE AGEVOLATA, VOTO UNANIME E GRANDI CONTRADDIZIONI POLITICHE. MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE HANNO SCELTO LA CONVENIENZA ELETTORALE
Il Circolo di Fratelli d’Italia “Giuseppe Tatarella” interviene sull’ultimo Consiglio comunale di Calopezzati per evidenziare una vicenda politica che, al di là del voto unanime espresso dall’aula, presenta evidenti e profonde contraddizioni.
Al centro della discussione c’è l’approvazione dell’adesione alla definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, una misura introdotta da una norma voluta dal Governo di centrodestra che consente ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione pagando quanto dovuto senza sanzioni e interessi.
Una misura che riteniamo giusta, perché offre a tanti cittadini la possibilità concreta di mettersi in regola con il fisco e di chiudere situazioni debitorie che, in molti casi, si trascinano da anni.
Proprio per questo, però, non possiamo non sottolineare la nostra sorpresa di fronte al voto favorevole espresso dalla maggioranza di centrosinistra.
Il sindaco Giudiceandrea e la sua maggioranza hanno infatti scelto di approvare una misura fortemente voluta dal Governo Meloni, riconoscendone evidentemente la validità e l’utilità. Una scelta che stride con le posizioni espresse, a livello nazionale, da importanti esponenti delle forze politiche che sostengono l’amministrazione comunale.
A meno di un anno dalle prossime elezioni politiche, ci chiediamo allora: come si concilia questa scelta con le dichiarazioni di chi, come Giuseppe Conte, ha definito queste misure un modo per «premiare chi non paga le tasse», o di chi, come Elly Schlein, ha parlato di un Governo che «strizza l’occhio agli evasori»?
La contraddizione è evidente. Ma c’è di più.
Il sindaco Giudiceandrea e la sua maggioranza, dopo aver promesso in campagna elettorale che tutti avrebbero pagato le tasse, oggi scelgono di aderire a una misura che consente proprio a chi ha debiti fiscali di regolarizzare la propria posizione in forma agevolata. Non contestiamo, sia chiaro, la misura in sé. Anzi, come già detto, la riteniamo giusta. Contestiamo l’incoerenza politica di chi, a seconda delle convenienze del momento, sembra cambiare posizione.
E allora è legittimo chiedersi se, in vista delle imminenti elezioni amministrative, questa scelta non rappresenti anche un tentativo di intercettare consenso tra coloro che, per diverse ragioni, non sono riusciti a pagare quanto dovuto.
Una cosa, però, deve essere chiara: amministrare un Comune significa prima di tutto garantire equità tra i cittadini. Significa far pagare le tasse a tutti, senza aumentare il peso fiscale su chi già paga regolarmente mentre si accumulano somme che il Comune non riesce a riscuotere.
Ed è proprio su questo punto che emerge un altro aspetto particolarmente significativo.
La delibera approvata dal Consiglio comunale certifica che, nel periodo compreso tra il 2020 e il 2023, il totale delle somme non riscosse dal Comune ammonta a circa 315 mila euro.
Un dato importante, che avrebbe meritato un’analisi molto più approfondita e trasparente.
Nella delibera, infatti, l’amministrazione non distingue chiaramente quanto di queste somme si riferisca agli anni 2020-2021, quando era in carica la precedente amministrazione, e quanto invece agli anni 2022-2023, quando al governo del Comune c’erano già il sindaco Giudiceandrea e la sua maggioranza.
Una distinzione tutt’altro che secondaria, perché impedisce ai cittadini di comprendere fino in fondo come si sia formato quel dato complessivo e, soprattutto, quali responsabilità amministrative debbano essere attribuite ai diversi periodi.
E qui arriviamo al ruolo dell’opposizione.
Dal gruppo di minoranza non avremmo certamente preteso un voto contrario a una misura che, lo ribadiamo, riteniamo positiva per i cittadini. Ma proprio per questo, non avremmo neppure ritenuto opportuno un voto favorevole.
L’astensione sarebbe stata, a nostro avviso, la scelta più coerente.
Perché votare a favore significa, nei fatti, avallare senza distinguo l’operato di un’amministrazione che, di fronte alla difficoltà di riscuotere i crediti comunali, ha scelto in questi anni di aumentare la pressione fiscale fino ai livelli massimi e di introdurre nuove forme di imposizione.
Basti pensare all’addizionale comunale IRPEF e alla vicenda delle concessioni cimiteriali, sulla cui legittimità abbiamo già espresso forti perplessità e che ha finito per gravare, in concreto, soltanto su una parte dei cittadini.
Il tutto mentre a pagare, puntualmente e fino all’ultimo centesimo, sono sempre gli stessi cittadini. Cittadini che, negli ultimi quattro anni, hanno dovuto sostenere un carico fiscale particolarmente pesante e che oggi si trovano davanti a un’amministrazione che ammette l’esistenza di circa 315 mila euro di somme non riscosse. È proprio per rispetto nei confronti di chi ha sempre pagato che dalla minoranza ci saremmo aspettati almeno un atteggiamento di maggiore prudenza e responsabilità.
Il dato politico finale, dunque, è chiaro.
Maggioranza e opposizione hanno votato entrambe a favore della definizione agevolata.
La maggioranza lo ha fatto approvando una misura voluta dal Governo Meloni, nonostante le posizioni politiche espresse a livello nazionale dai partiti di centrosinistra che la sostengono. L’opposizione, invece, ha scelto di sostenere la proposta senza evidenziare, attraverso il voto, le criticità contenute nella stessa delibera, a partire dal dato dei 315 mila euro di somme non riscosse e dalla mancata distinzione tra le diverse annualità.
Per noi, questo voto unanime rappresenta l’ennesima dimostrazione di una politica locale nella quale, troppo spesso, le convenienze elettorali sembrano prevalere sulle convinzioni politiche.
Il Circolo di Fratelli d’Italia “Giuseppe Tatarella” continuerà a chiedere chiarezza, trasparenza e responsabilità. Perché a Calopezzati, prima delle convenienze elettorali e delle strategie di partito, vengono i cittadini.
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