L’ESTATE DELLE SBARRE ABBASSATE!

Auto in coda fino alla carreggiata, sorpassi obbligati e traffico paralizzato. Nel Basso Jonio il cavalcavia di Mandatoriccio resta l'unica vera risposta a un rischio che si ripete ogni estate

Antonio Loiacono

Bastano pochi secondi.

Le sbarre si abbassano, il segnale acustico entra in funzione e, nel giro di un attimo, sulla Strada Statale 106 Jonica si forma una fila di automobili. Fin qui nulla di anomalo. Il problema nasce quando quella fila non riesce più a essere contenuta nello spazio disponibile e finisce per occupare parte della carreggiata, costringendo i veicoli sopraggiungenti a rallentamenti improvvisi, manovre di emergenza o sorpassi particolarmente rischiosi.

Chi percorre abitualmente la SS106 conosce bene questa scena. In estate, poi, con l’aumento del traffico turistico, diventa quasi quotidiana.

Nel tratto del Basso Jonio cosentino i punti più critici continuano a essere i passaggi a livello di Pietrapaola, Calopezzati e Mirto Crosia, dove la vicinanza tra la ferrovia jonica e la statale crea, in alcune fasce orarie, veri e propri imbottigliamenti.

Non si tratta soltanto di un disagio alla circolazione.

È una questione di sicurezza.

Percorrendo la stessa costa, un esempio racconta che il problema può essere affrontato.

A Mandatoriccio Mare, infatti, il passaggio a livello è stato superato grazie alla realizzazione di un cavalcavia che consentirà, a breve, ai veicoli di oltrepassare la linea ferroviaria senza interrompere il traffico stradale.

Le code saranno ridotte, il traffico diventerà più fluido e il rischio derivante dalle colonne di auto ferme sulla statale sarà praticamente eliminato.

Se una soluzione è stata realizzata in un punto della linea, la domanda nasce spontanea: perché gli altri attraversamenti continuano a rappresentare un nodo irrisolto?

L’eliminazione dei passaggi a livello non è un tema nuovo.

Rientra da tempo nel più ampio progetto di adeguamento, velocizzazione ed elettrificazione della ferrovia jonica, avviato attraverso un protocollo d’intesa sottoscritto nel 2017 tra Ministero delle Infrastrutture, Regione Calabria e RFI. Tra gli interventi previsti figurano proprio la soppressione dei passaggi a livello e la realizzazione di opere viarie sostitutive.

Il piano originario prevedeva l’eliminazione di 77 passaggi a livello pubblici lungo la linea ferroviaria jonica calabrese. Tuttavia, l’attuazione procede con tempi molto più lenti rispetto alle aspettative, anche perché ogni intervento richiede progetti dedicati, conferenze di servizi, accordi con i Comuni interessati ed espropri delle aree necessarie.

Negli ultimi anni la Regione Calabria ha assunto il ruolo di coordinamento tra Rete Ferroviaria Italiana e gli enti locali, favorendo la sottoscrizione delle convenzioni necessarie per la soppressione dei passaggi a livello.

Nella risposta fornita a un’interrogazione del Consiglio regionale, il Dipartimento Infrastrutture ha riconosciuto che la chiusura dei passaggi a livello richiede tempi particolarmente lunghi, soprattutto nei centri urbanizzati, dove le caratteristiche del territorio rendono complessa la progettazione delle opere sostitutive.

Proprio per ridurre il rischio nell’attesa delle opere definitive, la Regione ha dichiarato di avere avviato interlocuzioni con RFI per installare, almeno nei punti più critici, sistemi di Protezione Automatica Integrativa dei Passaggi a Livello (PAI-PL). Si tratta di tecnologie che rilevano eventuali ostacoli presenti sui binari e, in caso di pericolo, possono contribuire a mettere in sicurezza la circolazione ferroviaria.

Ma il problema della SS106 resta aperto

Le innovazioni tecnologiche migliorano la sicurezza ferroviaria, non eliminano, però, le lunghe code di veicoli che si formano sulla statale.

Ed è proprio questo l’aspetto che interessa migliaia di automobilisti ogni giorno.

Le auto ferme occupano spesso parte della carreggiata della SS106, una strada già segnata da elevati volumi di traffico e da una lunga storia di incidentalità. Nei periodi di maggiore afflusso turistico il fenomeno si amplifica, aumentando il rischio di tamponamenti, frenate improvvise e manovre azzardate.

È una criticità che non riguarda soltanto la mobilità ferroviaria.

Riguarda direttamente la sicurezza stradale.

Uno scenario potrebbe cambiare radicalmente il quadro.

La futura variante della SS106 Sibari-Crotone, recentemente giudicata compatibile sotto il profilo ambientale, interesserà anche i territori di Crosia, Calopezzati, Pietrapaola, Mandatoriccio, Scala Coeli e Cariati. La realizzazione del nuovo tracciato potrebbe rappresentare l’occasione per ripensare in maniera organica le interferenze tra strada e ferrovia, superando definitivamente alcuni degli attuali punti critici.

Resta però un interrogativo fondamentale.

Quale sarà il cronoprogramma? E soprattutto, i passaggi a livello che oggi rallentano e mettono in difficoltà la circolazione saranno eliminati contestualmente alla nuova infrastruttura oppure i due percorsi continueranno a viaggiare su binari paralleli?

Una domanda che non può più attendere

Ogni estate la scena si ripete identica: le sbarre si abbassano, le auto si fermano, le code si allungano, gli automobilisti attendono.

Poi il treno passa, il traffico riprende e tutto torna apparentemente normale.

Ma la normalità non dovrebbe mai coincidere con il rischio.

Il cavalcavia di Mandatoriccio dimostra che una soluzione tecnica esiste. Per questo la domanda non è più se sia possibile intervenire.

La domanda è un’altra: quando Regione Calabria, RFI e Governo trasformeranno un problema conosciuto da decenni in un’opera finalmente conclusa?

 

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