Bravi azzurri

L’Italia calcistica vince e il Paese intero ne gioisce

L’Italia calcistica vince e il Paese intero ne gioisce. Sin dal primo momento del ritiro in Sardegna, al termine della stagione 2020/21, ho percepito che la nazionale potesse regalare una grande vittoria che mancava da oltre cinquant’anni dall’Italia. Nell’aria c’era una gran voglia degli addetti ai lavori, tecnici, collaboratori e calciatori, di sospingere i colori azzurri dopo la terribile umiliazione del 2018 con l’esclusione dal Mondiale.

Quello che mi ha incuriosito da subito è l’alchimia nata nel gruppo e cresciuta di partita in partita. Un gruppo di persone granitico che ha saputo regalare al Paese uno spirito comune, che si era perso per strada aggravato principalmente anche dalla pandemia.  Quindi, l’impresa della nazionale di calcio riuscirà di sicuro a dare una spinta necessaria al nostro paese. Un plauso lo merita senza dubbio Roberto Mancini.  Uomo di poche parole e molti fatti. Non dimentichiamoci che lui pur di allenare gli azzurri, abbracciando così un progetto che sentiva da qualche tempo, ha rinunciato a un contratto di molti milioni di euro con la squadra russa dello Zenit.

Si è voluto lui caricare il peso della ripartenza, prendendo gradualmente le misure e facendo tesoro del suo gran senso di equilibrio, grazie al contributo di tanti collaboratori che sono innanzitutto veri amici. Lui in primis ci ha messo la faccia, ridando un senso alla nazionale e perché no all’Italia come Paese. Infine, speriamo tutti che la vittoria a Wembley possa segnare finalmente la rinascita dell’Italia dopo un lungo periodo di pandemia, come fu il Mondiale del 1982 dopo gli anni di piombo.

Nicola Campoli

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