Il sindaco Minò trova il tempo per accusare l’opposizione di fare “sgambetti”. Per spiegare che fine abbia fatto il finanziamento della sede COC, invece, nel suo comunicato non trova una riga.
Attacca chi fa le domande e lascia senza risposta le questioni che riguardano i soldi pubblici. È questo il suo modo di intendere la trasparenza?
Riconosce formalmente il diritto di controllo, poi presenta le iniziative di verifica come un pericolo per Cariati. Il messaggio politico che ne esce è grave: controllate pure, purché le vostre domande non disturbino l’Amministrazione e non arrivino agli enti competenti.
Un’opposizione addomesticata se la cerchi altrove. Noi abbiamo un mandato dai cittadini e continueremo a esercitarlo.
Sulla sede COC ci sono fatti precisi da chiarire.
Un finanziamento assegnato da 1 milione e 240 mila euro per l’adeguamento sismico. Incarichi professionali affidati. Un progetto esecutivo approvato. Una gara arrivata, nell’agosto 2025, alla proposta di aggiudicazione.
Poi, il 23 ottobre 2026, una nuova delibera: candidatura per demolizione e ricostruzione della delegazione municipale, sede COC, con un progetto da circa 2 milioni e mezzo di euro.
Sindaco, spieghi il rapporto tra questi interventi. Che fine ha fatto il vecchio contributo? Quanto avete speso? Che cosa accade alla gara? Perché avete cambiato strada?
Nel suo comunicato queste risposte scompaiono, sostituite dal solito racconto dell’Amministrazione ostacolata da qualcuno.
Il problema è che le eventuali conseguenze economiche ricadrebbero sul Comune, quindi sulla collettività.
Il nuovo avviso disciplina espressamente i precedenti contributi per la stessa funzione e finalità. Il modulo contempla l’alternativa di una rinuncia ufficiale al finanziamento già assegnato.
Avete rinunciato a 1,24 milioni per partecipare a una nuova selezione, senza avere la certezza di ottenere altri fondi? Se questa è la scelta, abbiate il coraggio di illustrarla pubblicamente, con gli atti e con i conti.
Occorre verificare se il percorso intrapreso possa esporre Cariati all’esclusione dal nuovo contributo, alla restituzione di anticipazioni, a spese non più riconosciute sul finanziamento o a contenziosi con l’impresa. Le conseguenze dipendono dagli atti adottati e dagli impegni effettivamente assunti.
Sono questioni serie. Liquidarle come “sgambetti” è un comportamento politicamente irresponsabile.
Il sindaco sostiene che le nostre iniziative possano rallentare le opere. Indichi quale procedimento sia stato concretamente rallentato, da quale richiesta e attraverso quale provvedimento. Le accuse generiche non dimostrano nulla.
Ci invita a rivolgerci agli uffici. La richiesta è rivolta proprio al Comune e ai suoi responsabili. Mettere per conoscenza la Regione, che verifica i requisiti e assegna le risorse, serve a ricostruire la vicenda.
Il sindaco non può pretendere di scegliere anche chi debba essere informato delle domande sulle sue decisioni.
Definire il controllo un ostacolo, insinuare che l’opposizione danneggi la comunità e parlare di “mettere fine” a questo modo di agire costruisce un clima di delegittimazione. È un tentativo politico di scoraggiare le verifiche e soffocare la discussione.
Questa arroganza istituzionale è inaccettabile. Cariati ha bisogno di amministratori che rendano conto delle proprie scelte, anche quando le domande sono scomode.
La progettazione, la gara e il cambio di intervento precedono le nostre richieste di chiarimenti. Minò risponda delle decisioni dell’Amministrazione, senza cercare nell’opposizione un capro espiatorio.
Consegni gli atti. Spieghi la sorte del finanziamento. Dica quanto è stato pagato e quali obblighi restano al Comune.
La discussione resterà aperta finché queste domande non avranno risposte documentate. I soldi sono dei cittadini. E ai cittadini dovete rendere conto.
Gruppo consiliare LAMPARE – Comune di Cariati
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