VITTORIO TOSTO DICE ADDIO AL CALCIO GIOCATO DOPO VENTI ANNI DI CARRIERA

CARIATI – Vittorio Tosto lascia il calcio giocato. Il cariatese, a 36 anni, mette la parola fine ad un’eccellente carriera colma di successi e riconoscimenti. La gara del 30 maggio, tra Empoli e Grosseto è stato l’ultimo capitolo di una splendida avventura per l’Italia pallonara. Il commiato di Vittorio dal calcio e dai suoi tifosi è stato suggellato da un gol. Non timbrava il cartellino dei marcatori da quattro anni. Questo indica come il destino sappia essere generoso nei confronti di chi lo merita. Il terzino, nei suoi quasi vent’anni di attività, è sempre stato identificato come una delle poche mosche bianche in un mondo troppo spesso dominato dall’ipocrisia e dagli interessi. In ogni piazza ed in ogni società in cui ha militato, la sua educazione e la sua professionalità, oltre ad un’immensa disponibilità nei confronti dei tifosi, hanno fatto breccia nel cuore della gente. Vittorio Tosto, prima che un ottimo calciatore, è considerato un grande uomo. Empoli è stata l’ultima tappa del suo percorso. Cinque anni nella città toscana non hanno lasciato indifferenti i supporters azzurri, che domenica lo hanno salutato con un intenso trasporto emotivo. Cori ed applausi toccanti per Tosto, il quale ha goduto anche della partecipazione dei familiari e tantissimi amici, accorsi al Castellani da Cariati e da Lucca (città natale della moglie) e mostrare tutto l’orgoglio per il loro Vittorio. Lui, da uomo del Sud, aveva già preso la decisione e non ha voluto rinnegare sé stesso. Non si sentiva più all’altezza di un campionato lungo e faticoso come la serie B italiana, in particolar modo per via degli acciacchi fisici, ed ha ritenuto giusto anticipare le mosse dei suoi dirigenti, che avevano già pronto un nuovo contratto. “Non voglio prendere in giro nessuno. Rispetto troppo questa maglia, questa società e tutti i tifosi. Fisicamente non mi sento più all’altezza. Perciò dico basta. Non vorrei che per gratitudine e stima i dirigenti si sentano obbligati ad offrirmi l’opportunità di proseguire”. Un gesto nobile. Anche se, secondo il parere di molti, Vittorio avrebbe potuto giocare ancora degnamente. Pure nella stagione appena conclusa, nonostante vari infortuni, la sua esperienza si è rivelata preziosissima per le sorti empolesi. Diciassettenne, nel 1991, la Fiorentina decise di puntare su di lui. Due anni dopo arriva l’esordio in prima squadra con Claudio Ranieri. Era la Fiorentina di Batistuta, Dunga, Effenberg e tanti altri. Poco dopo la società viola lo gira in prestito alla Salernitana di Delio Rossi, con la quale vincerà, da protagonista, il campionato di serie C1. L’esperienza in maglia granata rappresenta la puntata più bella del film di Vittorio. Nasce un amore viscerale con la tifoseria campana ed arriverà anche la chiamata di Cesare Maldini per l’under 21. In successione Torino, Lucchese (altra tappa fortunata che gli permetterà di trovare la donna e la città della sua vita) ed Avellino, ma il cuore del ragazzo di Cariati è rimasto prigioniero di Salerno, perciò nel 96 ritorna a “casa”. Altri tre anni stupendi, sanciti da una leggendaria promozione dalla B alla A, che lo collocano tra i protagonisti più importanti della storia granata. I tifosi lo chiamavano “Cavallo Pazzo”. A Salerno è tuttora presente un fans club che porta il suo nome. Lo ritroviamo con la Sampdoria, unica annata negativa della sua carriera, e poi tre importantissimi anni a Piacenza. Sotto la guida di Walter Novellino, il calciatore affina la fase difensiva, forse unico cruccio del suo bagaglio tecnico fino ad allora, e si impone come uno dei migliori terzini sinistri del panorama nazionale. Nell’estate del 2003 il Napoli acquista il suo cartellino. Lui disputa una grande stagione, guadagnando l’affetto degli irrequieti tifosi partenopei. A fine stagione la società viene dichiarata fallita. Spunta così il Genoa di Preziosi: altro campionato di alta fattura, condito con la promozione in A poi revocata dalla famosa “valigetta”. Sei mesi ad Ascoli ed infine, dal febbraio 2006, l’Empoli, l’ultimo viaggio, la compagine nella quale resterà più a lungo, indossando spesso la fascia da capitano. Sarà il leader dello spogliatoio azzurro, la guida per numerosi giovani ed il collante tra squadra e tifoseria. In questo peregrinare su e giù per la penisola, il fluidificante non ha mai dimenticato la Calabria Cariati e e la città non si è dimenticata di lui. Gli amici dell’infanzia e gli affetti familiari sono rimasti intatti: quaggiù è lo stesso di Vittorio di venti anni fa, umile e generoso con tutti. I cariatesi sono fieri di essere rappresentati da uno di loro. Vittorio Tosto ha collezionato 535 presenze da professionista: 166 in A; 314 in B; 16 in C1; 35 in Coppa Italia e 3 nella nazionale Under 21. Le reti sono 30: 6 in A; 19 in B; 1 in C1; 4 in Coppa Italia.

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