Un milione e 200 mila euro, dalla Regione, per togliere dall’isolamento Scala Coeli.

Lassù qualcuno ci ama: la giunta regionale della Calabria, su proposta del presidente Oliverio, ha deliberato di integrare la richiesta avanzata al governo di dichiarazione dello stato di emergenza anche per le frana che sta isolando da settimane i cittadini Scala Coeli, disponendo un primo contributo di un milione e 200 mila euro. Da venerdì 20 marzo raggiungere Scala Coeli è ancora una volta difficoltoso, nonostante promesse, garanzie ed impegni sottoscritti dai potenti di turno della politica nostrana. La strada, per così dire ufficiale, è la ex statale 108 ter, diventata col tempo di competenza della provincia con la sigla Sp 260, la famosa “Silana di Cariati”: 78 chilometri dallo Jonio a San Giovanni in Fiore. Curve e tornanti che risalgono colline e montagne, per immergersi nei panorami mozzafiato della Sila Greca, mitigando il fastidio per un viaggio magari disagevole, ma pur sempre seducente. Quella strada, per una frana, è interdetta al traffico, nel tratto Terravecchia – Scala Coeli, dal 14 aprile 2006: 9 anni. E scusate se è poco. Dell’ Ente gestore, la provincia di Cosenza, nonostante i proclami, sbandierati solo in campagna elettorale, non v’è traccia, se si eccettua un primo intervento – tampone, sempre nel 2006, affatto risolutivo. Eppure, secondo il rapporto decennale, “Dieci anni di fatti in poche parole”, che l’attuale presidente della Regione, Mario Oliverio, quando era presidente della Provincia di Cosenza, ha presentato il 20 luglio 2014, la viabilità era sotto controllo: “Abbiamo avviato cantieri per costruire strade attese da decenni,combattendo l’isolamento dei territori e delle comunità, collegando i poli produttivi con i centri urbani e favorendo lo sviluppo. Abbiamo progettato nuove arterie stradali per più di 371 milioni di euro, di cui sono stati finanziati e sono in corso di esecuzione interventi per 102 milioni di euro. Abbiamo investito più di 237 milioni di Euro per ammodernare e rendere sempre più sicuri e confortevoli i circa 3.000 chilometri di strade di nostra competenza”. Nello specifico, per la Sp 260, sarebbero stati spesi la bellezza di 5 milioni di euro. http://www.provincia.cosenza.it/portale/10anniprovinciacs/rapporto10anni/index.html#/42/zoomed Una pioggia di quattrini che non è però caduta su questo lembo desolato della Calabria infelix, contribuendo ad alimentare il processo, oramai irreversibile, della desertificazione e dello spopolamento. Che la ex statale 108 ter versasse in uno stato di totale degrado è storia tanto vecchia che lo stesso Oliverio, il 4 novembre del lontanissimo 1994, quando era “semplicemente” deputato al Parlamento, presentò all’allora ministro dei lavori pubblici un’interrogazione a risposta scritta attraverso la quale, fra l’altro, rimarcava “le difficoltà per i cittadini (quotidianamente centinaia sono gli studenti ed i cittadini che percorrono questo tracciato stradale per motivi di studio e di lavoro) che vivono in una condizione di isolamento e di insopportabile lontananza dai centri dove sono ubicati i servizi e le strutture ospedaliere e sanitarie”. E chiedeva di procedere “ad un consistente intervento di miglioramento ed ammodernamento, al fine di determinare un più adeguato e veloce collegamento al vasto comprensorio con la statale 106 Jonica, e di sistemare con urgenza la strada per renderne sicura la percorrenza e per rimuovere ogni condizione di pericolo”. C’è un’altra arteria, quella che è crollata di recente, che collega gli scalesi alla civiltà, ed è la strada (mulattiera) comunale che si diparte dal capoluogo, passa dalla frazione San Morello e raggiunge la costa. Anch’essa, costruita senza criterio, è soggetta a smottamenti continui: il tracciato si snoda su un terreno in cui nessuno costruirebbe nemmeno un capanno degli attrezzi. Il dilemma sembra giungere a definizione quando, il 31 ottobre 2008, il presidente Oliverio ed il sindaco di Scala Coeli, Mario Salvato, siglano un accordo di programma relativo, esultava una nota ufficiale del tempo, ai “lavori di sistemazione della strada”. In sostanza, la provincia si impegnava a progettare ed a finanziare (500 mila euro) l’opera di risanamento, tanto che Oliverio, entusiasta, si lasciava prendere la mano: “Con questo intervento mettiamo in sicurezza e riqualifichiamo una importante strada di collegamento che costituisce una alternativa alla ex SS 108 la quale, in particolare nella stagione invernale, è oggetto di interruzioni data la tormentata conformazione geologica di quel territorio”. Una bufala colossale, perché a distanza di 7 anni da quella solenne promessa, nulla è cambiato. Al buon sindaco scalese rimane il ricordo di quella memorabile giornata del 2008; ai sudditi la certezza di essere sequestrati in casa.

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