Tra Serbia e Slovenia un pari geopolitico. Stecca l’ Inghilterra. Il “Supeclasico” europeo è  un allenamento per gli spagnoli

SPAGNA – ITALIA 1 – 0

– E’ sembrato un allenamento. Troppa Spagna e poca l’ Italia. A memoria di cinquantenne non ricordo una inferiorità così imbarazzante in partite ufficiali. Non passano neanche 2 giri di orologio e Pedri è già pericoloso. E’ il primo miracolo di serata di un Gigio Donnarumma in stato di grazia: cross di uno scatenato Nico Williams e il canarino svetta più in alto di tutti, solo il portierone evita il vantaggio dopo pochi secondi. Sulla fascia Nico fa quel che vuole, meno male il fratello Inaki ha scelto il Ghana, mandando ripetutamente a gambe all’ aria troppi azzurri: Di Lorenzo (uno dei peggiori), Bastoni e tutti gli altri. Uno dopo l’altro.

Nel primo tempo esiste soltanto la Spagna e l’ Italia è in enorme difficoltà, terrorizzata da tanta strapotenza fisica e tecnica, solo i miracoli di Donnarumma evitano un passivo pesante. Si va al riposo a reti bianche, ma nessuno avrebbe detto nulla se i primi 45 minuti fossero finiti con tre gol di scarto per gli spagnoli.

C’è una sola squadra in campo e sembra sul serio un allenamento, non una partita ufficiale. L’ Italia è a dir poco imbarazzante, ma quel che è peggio è che non si è neppure trattato di una partita giocata male, in fondo ci sta di sbagliare un match, anche male, bensì di una differenza tecnica abissale e purtroppo strutturale. Per giunta non contro i  favoriti assoluti del torneo ma solo con una grande nazionale che, almeno in teoria, doveva avere solo qualche individualità in più rispetto a noi. E invece no, è stato un dominio imbarazzante, di conseguenza la  ripresa inizia come la prima frazione era terminata: male. Pedri fa letteralmente impazzire Jorginho, Scamacca è uno spettro a giro per il campo e Chiesa è lontano anni luce da quello che punì proprio le Furie rosse nel 2021. Dall’ altra parte c’è un 16enne (ripeto, un sedicenne), Lamine Yamal, con qualità infinite, non si gioca nel Barcellona per caso. Un Nico  in versione Ufo e un Fabìan Ruiz assolutamente sontuoso generano la debaclè. Sbagliando tutto alla fine il gol lo si prende per forza e infatti arriva sotto forma  di beffa: su un ennesimo cross di Williams è Morata a colpire, il solito Donnarumma respinge, ma Calafiori fa un’ autorete abbastanza goffa.

Comunque finisce miracolosamente soltanto 1 a 0, con una traversa clamorosa di un Nico devastante, una botta tale e la eco devono averla sentito perfino gli avi di Donnarumma nell’ oltretomba. L’ Italia non c’è, quasi mai, si intravede a malapena negli ultimi 10 minuti, Troppo poco in una partita imbarazzante, per voler usare un eufemismo gentile. La Spagna è adesso matematicamente qualificata come prima nel girone, mentre noi dobbiamo giocarcela lunedì 24, a Lipsia, con una Croazia all’ ultima spiaggia. Non sarà facile, ma abbiamo dalla nostra due risultati su tre. Anche se è meglio non fare calcoli.

Slovenia – Serbia 1 – 1

– E’ un pareggio all’ ultimo sangue quello tra Serbia e Slovenia. Un incontro che sa di scontro quando ci sono nel mezzo i Balcani, soprattutto se sono 2 repubbliche dell’ ex Jugoslavia. Dei territori che producono guerre e talenti, croce e delizia nel cosiddetto “secolo breve”. Vale per la geopolitica come per lo sport. Come sempre polemiche infinite: dalla Federazione serba che minaccia il ritiro per i cori vergognosi dei tifosi croati e albanesi fino alla presenza del numero 1 Uefa Ceferin, nativo di Lubiana e con più di uno scandalo in carriera.

La Serbia comunque sa che non puo’ perdere, pena replicare le aspre critiche per il brutto Mondiale del 2022 in Qatar, infatti prova fin da subito a fare la partita, ma paradossalmente, avendo meno da perdere, classifica alla mano, è la Slovenia a trovarsi più a suo agio e fare la partita. La prima mezz’ora non offre poi molto, anzi, trascorre senza azioni di rilievo, poi una fiammata improvvisa degli sloveni che colpiscono un palo clamoroso al 38° minuto. Sarà pareggiato da una traversa nella ripresa da parte serba.

La prima frazione di gioco si chiude a reti inviolate, però si vede che c’è voglia di vincere, soprattutto da parte Slovena che non a caso ha effettuato ben 8 tiri in porta in soli 45 minuti. Non le accadave da quasi un quarto di secolo, proprio in occasione di una partita contro quello che all’ epoca rimaneva ancora della Jugoslavia. Segno di una grande rivalità e una tensione geopolitica palpabile in campo.

Si va comunque alla ripresa con una Serbia che finalmente si scrolla di dosso un po’ di timori e prende qualche iniziativa, paradossalmente è la squadra slovena a passare in vantaggio con un terzino: Karnicnik. Dramma Serbia, non puo’ perdere e ricevere così il biglietto per Belgrado proprio dagli sloveni e allora tutti avanti, dapprima la traversa di Mitrovic e poi, proprio all’ ultimo respiro, è il granata Ivan Ilic a servire il pallone della storia a Jovic che di testa mette dentro un pallone che fa già la storia. Termina uno a uno è se la beffa è enorme per gli sloveni che già assaporavano il passaggio del turno e adesso si giocheranno tutto con l’ Inghilettra, la Serbia resta clamorosamente in bilico grazie ai minuti di recupero per provare a continuare il suo Europeo proprio contro quella Danimarca che nel 1992 vince la coppa al posto della squalificata Jugoslavia. Corsi e ricorsi storici e geopolitici in corso. E’ il caso di dirlo.

Danimarca – Inghilterra 1 – 1

– E questa dovrebbe essere la squadra favorita insieme alla Francia ? Assurdo. Un’ Inghliterra stonata pareggia, a fatica per giunta, contro un’ ottima Danimarca. Eppure si era messa bene per la nazionale dei tre leoni, perché uno dei suoi uomini simbolo, Harry Kane, la sblocca al 18° minuto, invero un po’ casualmente: c’è una serie di rimpalli in area e il pallone finisce al fuoriclasse del Bayer Monaco che da quella distanza non sbaglia mai. E’ uno a zero per la nazionale più antica del mondo. Ma non è un caso se ha pochi titoli, infatti una Danimarca attenta e in buona forma fisica non fa molto per pareggiare, ma al minuto 34 avviene con un bolide dalla distanza di Hjulmand che centra proprio l’angolino, toccando il palo, alla destra di Pickford. Gran bel gol dell’ ex calciatore del Lecce. Si andrà al riposo sull’ uno a uno. In tribuna sorridono e applaudono i monarchi danesi.

Negli spogliatoi certamente Southgate dà la sveglia ai suoi ragazzi e i fuoriclasse, oggi in ombra, come Foden e Bellingham, qualcosa inizialmente fanno, per esempio Foden prende un palo, tuttavia la Danimarca non solo è messa meglio in campo, ma ha anche una condizione fisica decisamente superiore. Alla fine piovono addirittua fischi sugli inglesi, che siccome rimangono primi nel girone sembrano accontentarsi del pareggio. Il match termina così, 1 a 1. Adesso la Danimarca dovrà vedersela con la Serbia e con i tanti rimpianti per quel pareggio all’ ultimo minuto contro la Slovenia, mentre l’ Inghilterra è quasi sicura di passare il turno vista la mediocrità serba, però in questa condizione è facile prevedere che la nazione dove il calcio è nato resterà ancora una volta a bocca asciutta.

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