RIFIUTI, BASTA POPULISMO. SERVE BUON SENSO

DICHIARAZIONE DEL SINDACO GIANDOMENICO VENTURA Pietrapaola (CS) – Venerdì 16 MARZO 2012 – Non sono accettabili i toni, le accuse e l’aggressione ai sindaci messa in piedi, con scarso rispetto né senso di responsabilità, dagli esponenti della Rete “Franco Nisticò”. Al di là di qualsiasi altro ragionamento, da fare e condividere nelle sedi più opportune ma senza clima da anti-politica, ciò che i primi cittadini di questo territorio, sempre in prima linea su questioni e disagi ereditati ed aggravatisi negli ultimi decenni, rifiutano è l’offesa indiretta di connivenza e di malaffare che si vorrebbe far passare. Ma come è possibile parlare di “tangenti legalizzate”, di “fallimento della classe politica locale” o di “amministratori che hanno svenduto terra e salute”? Non è linguaggio che possiamo tollerare. Perché siamo noi quelli che, ogni giorno, escono da casa, abbandonando famiglie e vita privata, con mille preoccupazioni, su tutte quella della salute e della tutela dell’ambiente. Siamo noi quelli che ogni mattina ci facciamo in quattro perché la propria comunità sia decorosa e pulita. Per noi ogni cassonetto stracolmo di rifiuti, così come è accaduto in questi giorni per il guasto Bucita, è una piccola discarica abusiva a cielo aperto, da governare senza se e senza ma! Ed allora, basta strumentalizzazioni e basta populismo a buon mercato. Siamo i primi a volere ed a far diffondere la differenziata tra i nostri concittadini, a partire dai più piccoli e nelle scuole, dove ad esempio mi sto recando personalmente da più giorni, per consegnare e spiegare loro kit e metodi di raccolta. Ma negare, oggi, che l’affermazione su larga scala della differenziata è un processo pedagogico di lunga durata, equivale a mettersi il prosciutto davanti agli occhi. Il caso Napoli sta lì a ricordarlo: nonostante tutte le buone intenzioni del Sindaco DE MAGISTRIS, nell’immediato la questione, così come ereditata con la responsabilità di tutti e non soltanto della politica, va purtroppo affrontata, adesso, con soluzioni diverse, immediate, drastiche, a partire dalla realizzazione di nuove discariche laddove non ve ne sono mai state realizzate. E’ il caso della provincia di Cosenza – come ha ricordato nei giorni scorsi il consigliere regionale GALLO. La preoccupazione del Sindaco di NAPOLI è esattamente quella che abbiamo noi: togliere i rifiuti dalle strade e prevedere, da qui ai prossimi due e tre mesi, fino all’estate, soluzioni tali da non farci trovare impreparati rispetto all’arrivo, come noi ci auspichiamo, di migliaia di turisti. All’ospite non interesserà molto cimentarsi in analisi e confronti su tutte le possibili soluzioni. No, il turista vorrà trovare marine e centri storici puliti, senza discariche abusive a cielo aperto e senza cassonetti bruciati a bordo strada. Come ci stiamo preparando a questo? Dove dovranno andare i rifiuti che produrremo e che si moltiplicheranno da qui a qualche mese? Per il turismo e per i riconoscimenti come le bandiere blu ect, è meglio avere discariche abusive per strada oppure strade, fiumi e litorali puliti e degni di essere vissuti? Non si può sparare a zero sui sindaci e poi dimenticare che, da qui a questa estate, saranno soltanto i sindaci, soprattutto quelli delle cittadine con maggiori vocazioni turistiche, a dover subire il serissimo e duplice disagio: da una parte quello di non poter scaricare nelle pochissime discariche vicine, quasi tutte ormai al collasso; dall’altra, quello di dover scaricare sui cittadini i costi e comunque gli ulteriori disagi derivanti dal ritardato trasporto dei rifiuti in altre province, ad oltre 200 km da qui. Ogni tanto, all’estremismo delle accuse ed ai simposi astratti dovrebbe essere sostituita la lucidità ed il buon senso di tutti i giorni, partendo ad esempio dai costi aggiuntivi (0.30 centesimi per ogni tonnellata a km!) che anche un piccolo comune come Pietrapaola è costretto a far ricadere sui propri amministrati per mantenere pulite vie e piazze. Un solo viaggio di andata e ritorno per andare a scaricare una tonnellata a Lamezia ci costa, ad esempio, 120 euro in più. Chi paga? E perché? Se, da una parte, quindi, ci auguriamo che l’impianto di Bucita possa funzionare al meglio, dall’altra non possiamo non interrogarci con serissima preoccupazione sul futuro prossimo, in assenza di altre discariche, seppur in vista di un doveroso rafforzamento, nei prossimi anni, della differenziata, sul quale siamo già oggi tutti impegnati.

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