QUANDO FRANCO CASSANO, TEORICO DEL PENSIERO MERIDIANO,VENNE A CARIATI PER RICEVERE IL “PREMIO HERACLES” (2009)

di Franco LIGUORI, presidente SIPBC Onlus – Calabria


Franco Cassano, già docente di Sociologia dell’Informazione all’Università di Bari, padre del “pensiero meridiano”, sociologo della post-modernità, noto ed apprezzato in ambito nazionale ed internazionale, all’età di 78 anni, è venuto a mancare lo scorso 23 febbraio, dopo una lunga malattia.

F. Cassano a Cariati nell'estate del 2009.
F. Cassano a Cariati nell’estate del 2009.

La sua scomparsa ha destato grande sconcerto nel mondo politico e culturale; centinaia i messaggi di cordoglio pubblicati sui social network e su Facebook. Il sindaco di Bari, Antonio De Caro, che è anche presidente nazionale dell’ANCI, ha detto di lui che “è stato un intellettuale e un maestro, un uomo dall’intelligenza originale e sorprendente, che come nessun altro ha saputo rivoluzionare i paradigmi del racconto del Sud e dell’essere meridionali. Un uomo a cui questa terra deve moltissimo. Un uomo di sinistra, un uomo di parte, ma mai fazioso. Un uomo che riusciva a coniugare un pensiero solidissimo e profondo, con una straordinaria leggerezza”. Il segretario nazionale del PD Zingaretti ha scritto che “con la sua scomparsa l’Italia perde uno dei suoi più grandi intellettuali. Dagli anni Settanta ad oggi, con lo sguardo acuto e profondo di chi vede lontano, Cassano ha aperto strade nuove al pensiero della sinistra e all’impegno civico e meridionalista per intere generazioni”.  Un altro giudizio che ci piace riportare e che condividiamo in toto è quello di Massimo Bray, attuale assessore alla Cultura della Regione Puglia, che fu, negli anni 2013-14 (governo Letta), anche ministro dei Beni Culturali: “Franco Cassano è stato promotore e protagonista di tante battaglie per la salvaguardia di una terra che ha amato e contribuito a difendere, testimoniando in prima persona la realtà di un Sud che non si arrende a veder svenduto e deturpato il suo inestimabile patrimonio culturale e paesaggistico, oltre che umano, di volontariato, partecipazione e attivismo”.

Statuetta di Heracles, consegnata ai destinatari dell'omonimo Premio
Statuetta di Heracles, consegnata ai destinatari dell’omonimo Premio

Per chi scrive, che ricopre da cinque anni la carica di presidente regionale della Società Italiana per la Protezione Beni Culturali (SIPBC), una Onlus che si prefigge di difendere e valorizzare i beni storico-artistici ed archeologici del nostro Paese, Franco Cassano rappresenta un grande punto di riferimento culturale e morale, a cui guardare come ad una “bussola” dalla quale lasciarsi guidare nella propria attività di volontariato attivo in difesa delle nostre “radici” culturali che stanno proprio nella civiltà del Mediterraneo, magnificamente raccontata ed esaltata nel suo saggio “Il pensiero meridiano”.  Franco Cassano ci ha insegnato a cercare –in ciò che siamo – le idee, la cultura, il carburante intellettuale per muoverci verso il futuro. Facendo noi la rotta, decidendo la direzione, assumendoci la responsabilità della guida. Partire dalla nostra storia, dalla consapevolezza di essa. Dalle radici degli ulivi, dalla confidenza con il mare, dalla fiducia in noi stessi. Tutto questo il sottoscritto ha potuto verificarlo “dal vivo”, quando, il 4 luglio 2009, nella piazza difronte al Palazzo Comunale, ha avuto il piacere e l’onore di presentare e premiare (in qualità di membro della Commissione del Premio)  il celebre sociologo barese, venuto a Cariati per ritirare la statuetta di Heracles, immagine simbolica, storica, identitaria e culturale, scelta come dono dall’Amministrazione comunale da consegnare ai destinatari dell’omonimo “Premio Heracles” (svoltosi a Cariati, per quattro edizioni, dal 2008 al 2011, sotto l’amministrazione di Filippo Sero).  Nell’edizione del 2009 il Premio per la Cultura fu, infatti, assegnato proprio a Franco Cassano, con questa motivazione : “Se esiste un Pensiero Meridiano, Cariati ne rappresenta uno dei punti cardinali. Il Premio Heracles 2009 per la Cultura è, quindi, soprattutto gesto, simbolo e momento per dire grazie al lavoro scientifico ed al contributo di idee di chi, come il prof. Cassano, ha saputo dare forma al senso di appartenenza ad un Sud che sia altro rispetto al pensiero dominante che ci vuole cloni, consumatori acritici di luoghi, tradizioni, idee e simboli che non ci appartengono. Heracles, per molti secoli limite agli spazi oceanici ed allo strapotere della tecnica necessaria per dominarli, simbolo per questo del Pensiero Meridiano”.

 

F. Cassano e il suo “pensiero meridiano”

Copertina del libro "Il pensiero meridiano"
Copertina del libro “Il pensiero meridiano”

Franco Cassano appare come uno dei pensatori più liberi ed originali del panorama intellettuale italiano, grazie anche alla sua passione e alla sua inesausta curiosità intellettuale, che rompe barriere tra discipline e ideologie. E’ stato un intellettuale di punta del marxismo meridionale. Il Pensiero meridiano (Laterza,1996) è il suo libro più celebre, l’opera che ha aperto il dibattito sull’autonomia del pensiero meridionale”. Altri suoi saggi sociologici molto noti sono “Mal di Levante” (Laterza,1997) e “Paeninsula”(Laterza.1998). Per comprendere cosa egli stesso intendesse per “pensiero meridiano”, riportiamo la risposta che egli diede nel 2002 ad una studentessa del Liceo Classico “R.Cartesio” di Giugliano (NA), durante un incontro con gli studenti di quell’istituto, che gli aveva chiesto di chiarire che cos’è il pensiero meridiano: Il pensiero meridiano è l’idea che il Sud abbia non solo da imparare dal nord, dai Paesi cosiddetti sviluppati, ma abbia anche qualcosa da insegnare e quindi il suo destino non sia quello di scomparire per diventare Nord, per diventare come il resto del mondo. C’è una voce nel Sud che è importante che venga tutelata ed è una voce che può anche essere critica nei riguardi di alcuni dei limiti del nostro modo di vivere, così condizionato dalla centralità del Nord-Ovest del mondo. Io credo che il Sud debba essere capace di imitare, ma anche di saper rivendicare una misura critica nei riguardi di un mondo che ha costruito sull’ossessione del profitto e della velocità  i suoi parametri essenziali. Noi pensiamo che i Paesi del mondo siano divisi tra sviluppati e quelli in via di sviluppo e che i secondi debbano diventare come i primi.

Raffigurazione di Cariati del cartografo turco Piri Re’is (1520)

Questo è impossibile sul piano generale, perché il reddito medio dei Paesi sviluppati sarebbe impossibile a generalizzarsi, impossibile soprattutto perché ogni Paese ha una sua storia attraverso la quale può interpretare lo sviluppo, costruendolo sulla base di quelle che sono le sue esigenze, di quella che è la sua storia, la propria voce. Cantare con la voce degli altri  è una falsità. Bisogna cantare con la propria e soprattutto rivendicare alcuni elementi che appartengono al Sud. Io in genere do un grande significato al tema della lentezza. Non è vero che il mondo è più perfetto man mano che diventa più veloce. Ci sono alcune dimensioni che sono possibili solo nella lentezza, dall’amore alla conoscenza. Pensare che tutto possa essere compresso, reso più rapido e veloce, è un’illusione che produce una serie di patologie. Ecco, il Sud ci può aiutare a percepire le patologie che nascono da un modello nel quale lo sviluppo e la ragione non hanno più un criterio di misura, sono diventate sregolate, prive di possibilità di governo”.  Come si fa a non essere d’accordo con le tesi, le riflessioni, i dubbi e le interrogazioni del grande sociologo barese, che ha sviluppato le sue ricerche in tutte le direzioni indicate da quella sua “rosa dei venti”, dalla provincia al mondo, dalla terra al mare, dalla mitologia all’epica, alla filosofia, alla sociologia, dalla storia alla geografia, disegnando una sua affascinante geopolitica delle culture pensata per un rinnovamento dell’anima della civiltà europea, contro mercificazioni, egoismi, razzismi, muri o confini invalicabili ?

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