PPI DI CARIATI: POCO PERSONALE, MOLTA UTENZA, DISAGI E TENSIONI PER LE ATTESE

È stata registrata ieri una giornata davvero difficile e critica al Punto di Primo Intervento dell’Ospedale di Cariati. 

Il personale in servizio ha dovuto prestare le cure a un numero considerevole di richieste da parte dell’utenza.

Quella di ieri è una scena che si ripete con puntualità e ritualità quasi tutti i giorni, specialmente durante la stagione estiva quando le prestazioni di cure si moltiplicano per l’alta presenza turistica in zona. 

Di norma, un Punto di Primo Intervento risponde a non più di 3.500 sollecitazioni in un anno.

Al Vittorio Cosentino di Cariati sono state raggiunte, già 7.500 accettazioni dall’inizio del 2022 e, pertanto, il passaggio ormai a Pronto Soccorso della struttura è un obbligo. 

Non dimentichiamo la carenza di personale che è una costanza ormai che caratterizza il nosocomio cariatese, nonché l’intera Regione Calabria, da qui la recente notizia dell’arrivo imminente di ben 500 medici cubani.

Purtroppo, è ben chiaro che il sistema sanitario calabrese non è attrattivo per i giovani specializzati.

Infine, e non da ultimo, manca ancora all’Ospedale di Cariati la Tac , cui attivazione si attende da oltre un anno. Ci chiediamo: qualcuno non vuole che la Tac venga montata a Cariati? Chi fa resistenza? Per non parlare del mammografo, che a Cariati ormai manca da anni e proprio per questo motivo, si è rilevato un aumento di tumori alla mammella del+9%. Strumentazioni sanitarie, queste, indispensabili e solo al momento annunciate. 

Ciò significa liste di attesa oltre un anno per soddisfare in altri presidi sanitari pubblici le domande di esami che arrivano da questo “pezzo” dimenticato della Calabria. 

Al Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, eletto lo scorso 29 ottobre e da nove mesi commissario straordinario della Sanità calabrese, sono ben chiare le tragiche condizioni dello stato della sanità alle quali è abbandonato il basso ionio cosentino.

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