PIZZAROTTI SANTO SUBITO?

Non è questione di essere grillini o antigrillini: è questione di avere un minimo di memoria e, perché no, anche di buon gusto e di senso della decenza.

Gli antigrillini si fregano le mani a seguito dell’espulsione ormai quasi consumata di Pizzarotti, sindaco di Parma, dal Movimento 5 Stelle: l’interessato grida indignato e il modo ancor m’offende per via della mail firmata da un non meglio identificato Staff di Beppe Grillo e per la differenza di trattamento che Casaleggio Junior, o Grillo o entrambi, attraverso l’anonimato dello Staff, hanno deciso di seguire cacciando via lui e coccolando invece Nogarin, sindaco di Livorno, pur se entrambi sono oggetto di indagini della magistratura.

Si fregano le mani, gli antigrillini, anche per via delle divisioni che a quanto pare sarebbero scoppiate sia nel direttorio del Movimento che fra i militanti a seguito di questa disparità di trattamento.

E così ora Pizzarotti è diventato, per gli avversari del Movimento, la vittima innocente della barbarie grillesca come se il medesimo Pizzarotti fosse caduto all’improvviso dalla luna sulla poltrona di sindaco di Parma e non fosse, invece, un grillino della prima ora che non aveva battuto ciglio di fronte alla sfilza di espulsioni che hanno preceduto la sua, attuate con metodi non meno criptici, autoritari e, se si vuole, contraddittori: qualcuno si ricorda, per esempio, di Federica Salsi? Consigliera comunale del Movimento a Bologna, ebbe la pessima idea di partecipare a Ballarò e Grillo la cacciò coprendola fra l’altro anche di pesanti insulti di tipo sessista che avevano a che fare col suo punto G. All’epoca, ai grillini, era vietato anche solo parlare con i giornalisti, vedi poi partecipare agli (allora) odiati talk-show.

Bene: non ricordo che Pizzarotti si sia indignato per i metodi allora usati contro la Salsi.

Pizzarotti, a mio modesto avviso, non è vittima di Grillo più di quanto Danton, Saint-Just o Robespierre siano stati vittime del Terrore: fautori e artefici di quel terribile momento della Rivoluzione Francese, essi sono rimasti impigliati nell’ingranaggio che avevano contribuito a costruire.

Inviterei perciò alla coerenza gli avversari del Movimento 5 Stelle: gli inni a Pizzarotti santo subito, nelle loro bocche, suonano un tantino stonati, esattamente quanto i necrologi ipocriti, colmi di elogi e riconoscimenti politici, che ho letto su tutti, ma proprio tutti i giornali, il giorno dopo la morte di Casaleggio, a proposito del quale sarebbe stato più onesto un tono più sobrio: di fronte alla morte bisogna sempre tenere un contegno di rispetto, ma altro è il rispetto altro è il grottesco trattare da genio chi fino al giorno prima si è considerato pazzo da legare: un minimo di coerenza non guasterebbe.

Ma la coerenza, si sa, non è mai stata uno dei difetti degli italiani.

Giuseppe Riccardo Festa

 

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