PILLOLE DI GEOPOLITICO: “A PROPOSITO DI ORBAN”.

Oggi cominciamo a scrivere delle  piccole “pilloline”, diciamo così, settimanali (indicativamente il sabato) per provare a districarsi meglio tra la geopolitica, le dinamiche di imperi, grandi potenze rivali o alleate, sfere di influenza. Osservare meglio le collettività o le organizzazioni criminali che operano in un territorio. Perché tutto è geopolitica e quindi va analizzato da molteplici punti di vista. Trattando, perché no, anche la nostra piccola Cariati quando sarà possibile, dal suo territorio.

“A PROPOSITO DI ORBAN”.

– La notizia della settimana, eccezion fatta per la guerra in Ucraina seguita all’ invasione russa, è senz’altro l’ennesimo trionfo di Viktor Orbán Orban, che ha subito messo in chiaro le cose: “Ho vinto contro tutti, soprattutto Zelensky”.

Questa vittoria, insieme a quella del leader serbo, Aleksandar Vucic, un altro grande amico di Vladimir Putin e che anela l’entrata nella’ Unione Europea (l’ Ungheria c’è già, come nella Nato), evidenzia ancora una volta come sia quasi masochistico ostinarsi a voler credere in qualcosa che non esiste nel mondo reale: un’ Europa unita da valori, principi e diritti universali, capace di catechizzare il mondo intero con questo idillio.

Invece nella realtà non esiste l’ Europa (UE) come soggetto geopolitico e dunque un grado di decidere autonomamente una strategia da seguire, dotarsi di un esercito unico e indipendente. Insomma, tutto quello che fa un impero o almeno una grande potenza. Ciò accade perché siamo  solo una sfera di influenza statunitense e per giunta divisa al suo interno, come dimostra la vittoria del leader magiaro o la Polonia, che hanno idee opposte a quelle che si vorrebbero come patrimonio genetico dell’ Unione Europea.

Nei fatti, tutti gli stati della UE devono rispondere al loro impero: gli Stati Uniti d’ America, perché la controllano nella sua totalità. Inoltre nutre persino delle profonde divisioni anche sui valori, poiché non si puo’ certo dire che i diritti e le minoranze siano rispettati in paesi come Ungheria o Polonia, divise a loro volta dall’ atteggiamento verso la Russia. Un comportamento che deriva proprio dalla geografica dei territorio, non tanto dall’ ideologia (sono paese assai simili e autoritari): l’ Ungheria è protetta dalla Russia, grazie ai Carpazi, al Polonia come ha dimostrato tante volte la storia no, c’ha solo un bassopiano. Quello sarmatico. Da ciò nascono anche modi opposti di rapportarsi al Cremlino, pur portando avanti politiche simili.

MARCO TOCCAFONDI BARNI

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