Non gli pagano la pensione. Per l’INPS è deceduto il 6 febbraio scorso.

Un fatto tipico “italiano” successo a Mirto Crosia. Il signor Celestino Antonio, di anni 86, si reca allo sportello dell’ufficio postale per prelevare la propria pensione, ma non riesce a svolgere l’operazione, perché il suo saldo disponibile, è di appena 20 euro. Il Celestino, preoccupato, entra nell’ufficio e si rivolge al direttore della filiale, per chiarimenti. Ma l’unica risposta che si sente dare è, che, la sua pensione era stata accreditata, ma dopo due giorni, è stata stornata, le motivazioni, precisa il direttore, non le conosciamo. Il pensionato, incarica il figlio di telefonare agli uffici dell’INPS, per capire cosa stia succedendo; ed è proprio in questa telefonata che scoprono le motivazioni, sentendosi dire “Abbiamo sospeso l’erogazione della pensione, perché il signor Celestino, è deceduto il 6 febbraio 2015, quindi ne ha perso il diritto”. Una volta che il pensionato, ha dimostrato di essere ancora in vita; gli viene rassicurato che entro 15 giorni avrebbe riavuto le sue spettanze. Il signor Celestino continua a recarsi presso l’ufficio postale, per verificare se gli viene riaccreditata la pensione, ma ad oggi dei suoi soldi, nemmeno l’ombra. La pazienza del signor celestino, che noi abbiamo conosciuto come persona dotata di grande calma, si sta affievolendo, se entro breve tempo, non si risolve la questione, certamente, procederà alla soluzione per vie legali. Una storia che fa ridere, ma il signor celestino ride poco. Sono ormai tre mesi che non riceve la pensione e considerando che vive di questa sola entrata, viene spontaneo fare una una riflessione “Se un pensionato non avesse familiari a cui rivolgersi, in momenti come questi, come farebbe a campare?” vogliamo chiudere il nostro articolo, lasciandovi immersi nelle vostre personali considerazioni.

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