ANTONIO TAJANI E LA SCELTA DI UNA MOGLIE PER IL FIGLIO

Gustavo Latopa, titolare della premiata ditta Fate la scelta giusta s’inchinò cerimonioso vedendo entrare in negozio un signore anziano, piuttosto corpulento e dai capelli bianchi, lo sguardo un po’ svagato, e un giovanotto dall’espressione spenta.
«Buongiorno, signori. In cosa possiamo servirvi?»
L’uomo anziano dai capelli bianchi indicò il giovane accanto a lui: «Mio figlio deve sposarsi, siamo venuti per questo.»
«Benissimo, signor…?»
«Tajani; Antonio Tajani.»
«Molto bene, signore. Prego, seguitemi. La nostra ditta non ha mai deluso le aspettative della clientela. Avete già un’idea circa la scelta da fare?»
Il Tajani giovane fu sul punto di dire qualcosa, ma il padre lo prevenne. «Lui è giovane e impulsivo, lei mi capisce…»
«Certamente, signore. Certe scelte bisogna farle con oculatezza.» il commerciante scostò una grande tenda e fece cenno ai visitatori di oltrepassarla. «Ma noi disponiamo di un campionario capace di soddisfare tutte le esigenze. Prego.»
Tajani & figlio si ritrovarono in un grande salone, in cui poterono prendere visione dell’ampio campionario di cui la ditta disponeva. A Tajani figlio brillarono gli occhi quando Latopa si accostò alla prima potenziale scelta.
«Modello Venere» spiegò il commerciante: «un metro e settantacinque di altezza, misure novanta-sessanta-novanta, bionda naturale, occhi azzurri. Sessualmente molto attiva, non ha inibizioni, come vedete indossa abiti succinti perché le minigonne vertiginose mettono in evidenza le forme e le gambe slanciate. Calza tacco dodici senza difficoltà, ha gusti molto raffinati ed elevate esigenze anche nel settore della cosmetica e della gioielleria. Come potete immaginare, ha un alto potenziale in campo sociale, perché averla a fianco attira inevitabilmente lo sguardo degli astanti.»
Tajani padre scosse la testa. «No, no, signor Latopa: per mio figlio preferisco qualcosa di meno appariscente. Donne così, poi, a parte quello che costano, si sa come va a finire: ci si ritrova con più corna di un cesto di lumache. Non ha qualcosa di più… tranquillo?»
Con profondo rincrescimento di Tajani figlio, Latopa annuì e passò oltre.
«Modello Minerva» annunciò. «Aspetto fisico gradevole ma non appariscente, abbigliamento sobrio ed elegante, grande profondità intellettuale – ovviamente è laureata – disprezza la banalità e le conversazioni inconcludenti, appassionata di lettura, sicuramente ottima nei circoli culturali dove la si può esibire dimostrando di saper scegliere una donna non superficiale.»
Tajani figlio tentò di dire qualcosa, ma Tajani padre lo precedette. «Sì, potrebbe andare bene ma lei capisce, alla lunga…» fece con i pollici e gli indici, aperti davanti all’inguine, il famoso gesto che significa che du’ palle. «E poi, a parte il fatto che in casa pretenderebbe di dire la sua e perfino d’avere ragione, alla fine potrebbe scappare con un professore universitario. No, senta, per favore, ci mostri qualcosa di molto tranquillo, senza grilli per la testa… lei mi capisce.»
Latopa fece ampi cenni d’assenso e si spostò verso un settore del salone un po’ in ombra. «Ma certo, signor Tajani, certo. Che ne dice di questa?»
«Papà, ma è una cozza!» protestò Tajani figlio.
Tajani padre gli strinse paternamente un braccio. «Lascia fare!» Poi si rivolse al commerciante. «Caratteristiche?»
«Modello Genoveffa. Tranquilla, modesta, devota, obbediente» snocciolò quello. «Ottima cuoca, economa, sessualmente passiva si concede solo al marito perché le tocca, non alza mai la voce, ambisce solamente ad accudire sposo, figli e casa, adora i programmi della De Filippi e sa stare al suo posto senza mai aprire bocca se non è interrogata. Non ha mai indossato una gonna che non fosse almeno un palmo sotto il ginocchio e al mare indossa rigorosamente costumi interi non sgambati. Non ha mai letto un libro in vita sua.»
«Ah!» esclamò Tajani padre: «questa, figlio mio, è la donna giusta!»
«Ma papà…!»
«Fidati! Questa non ti metterà mai le corna, cucinerà, stirerà, rifarà i letti, non ti darà mai sulla voce; basterà un regalino e ti adorerà come è giusto che una brava moglie adori il marito. Le mogli a questo servono, figlio mio!»
Tajani figlio mise su il broncio. «Sì, vabbè, ma a letto…»
«A letto farà il suo dovere e ti farà dei figli. Le mogli a questo servono, figlio mio!»
«Sì, vabbè, ma…»
Tajani padre, indulgente, scosse il capo. «Ma tranquillo: per i doveri c’è la moglie, che solo ai doveri deve pensare; per gli uomini, lo sanno tutti, è diverso.»
Tajani figlio volse speranzoso il capo indietro, verso il modello Venere, e il padre fece l’occhiolino e annuì. «Impara dal nostro immortale Presidente, ragazzo mio. La moglie sta a casa, come è suo dovere, ma il marito ha il diritto di andare alle cene eleganti!»
Con ampi cenni d’assenso si rivolse a Latopa. «Va bene, prendiamo questa.»
Poi, sottovoce: «Ma mi dia anche il numero della prima che ci ha mostrato. Debbo organizzare una commemorazione di Berlusconi, e ci sta un po’ di bunga-bunga.»

(Ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti è assolutamente ascrivibile a una storia vera)

Giuseppe Riccardo Festa

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