di Marco Toccafondi Barni
L’Amore ha la a minuscola, come è minuscolo il concetto in sé, provare a dare un senso a ciò che senso non ha: la vita.
Un vecchio aforisma recita “Amore e morte dominano il mondo”. Non è vero, è solo la morte a dominarlo, in quanto reale. L’ amore no, è solo un disperato tentativo di rendere speciali le nostre inutili e brevi esistenze, quel camminare per pochi decenni sopra un pianeta che, alla fine delle fini, è uno sconfinato cimitero con miliardi e miliardi di ossa e cadaveri sepolti appena sotto la superficie terrestre. Lo chiamiamo Amore questo non voler diventare come quelli là sotto.
Millenni di storia, di guerre, di imperi fatti e disfatti, con troppi presunti leader storici alla guida, non hanno provato altro che cercare lo scopo e quando neppure tutto questo è servito, perché solo i pazzi e i disperati fanno a pugni con la natura, allora è arrivato lui, forse c’era anche prima, comunque ti ha colpito: l’amore. Un’ ambigua invenzione che si vorrebbe celestiale e salvifica di tutto e su tutto, ma che come ogni illusione si rivela spesso cattiva e spietata, crudele e doppia, insieme egoista e altruista.
Tutti i femminicidi in un agosto tragico appena alle spalle lo confermano una volta in piu’: da quello piu’ assurdamente “di moda” della povera Lorena, pugliese di origini e ormai fiorentina d’adozione, gettata giu’ da un cavalcavia alto 40 metri tra Calenzano e Barberino del Mugello, quasi fosse un sacco di rifiuti da smaltire, a quello in fondo simile della povera Ornella di Trebisacce. E’ rapidamente caduto nell’ oblio forse perché si vocifera che la di lei famiglia sia in odore di criminalità organizzata. eppure come Lorena anch’essa lasciata come un oggetto rotto alle mura di un ospedale dal compagno e carnefice.
Sono comunque donne usate e poi gettate da ragazzini immaturi e malati col volto da uomo fatti entrare per l’ennesima volta nel corpo e soprattutto nel cuore sotto un incantesimo all’ apparenza bellissimo ma in realtà cattivo, egoista e utilitaristico, che l’umanità chiama da sempre amore e non per caso associato alla guerra. Proprio l’attività piu’ oscena, brutta e inutile dell’ intera storia umana. Casualità? Certamente no.
Davvero no, perché parafrasando note e parole del cantautore Francesco De Gregori, l’ Amore è bello anche se fa male. Guerra e amore vengono venduti da sempre come eroici, onorevoli, addirittura col diritto di essere senza regole, in entrambi i andrebbe finalmente capito che di una allucinazione trattasi, talvolta collettiva e altre volte individuale. E’ quindi nella natura dell’ amore essere cattivo, va accettato e basta. E vale per ogni amore, quello per un Dio, per il “piu’ amore di tutti”, genitoriale, soprattutto quello al quale tutti pensiamo appena qualcuno pronuncia la parola magica che da sempre l’umanità si concede per provare a sopravvivere: tra partner un tempo sconosciuti.
Nella realtà il principe azzurro e Barbablu’ sono la stessa persona e col tempo chiunque capirà che l’ incantesimo non solo non puo’ durare, non è mai esistito: un miserrimo tentativo di consolarsi. Tuttavia il fallimento è sicuro fin dal principio, appena dietro l’angolo di un’ illusione. Succede quando il mostro e il principe sono la stessa persona.
E anche nel caso di Lorena il diabolico alberga nei dettagli, per esempio un’ intervista di una cugina fin troppo protagonista dentro un lutto così grande, che prova a raccontare la parente assassinata, da tal Federico Vella del Galluzzo, come decisa e determinata. Insomma una che sapeva mettere tutti al loro posto e non avrebbe subito mesi e mesi di angherie da un uomo. L’esatto contrario di ciò che raccontano i genitori della vittima, una contraddizione evidente come il sole in cielo. E’ dunque la pietosa bugia della cugina per contrastare la immancabile idiozia social che anela trovare qualche colpa persino in una donna minuta sequestrata da un gigante di quasi 2 metri, visto non lo aveva denunciato ? Oppure sono parole veritiere sia quelle dei genitori che della parente ? La seconda, senza dubbi, in quanto è l’ ipnosi del mostro che si vorrebbe amico, l’effetto enigmatico dell’ amore sortisce il suo effetto. Anche stavolta la denuncia non c’è stata non tanto perché Lorena era troppo buona, come sostengono amici e familiari, per quanto buoni e comprensivi si denuncia chi ti fa del male, logico. No, la questione è altra, l’ amore agisce col suo dolce veleno: lui ama me e quindi merita di essere salvato. Questo il ragionamento di chi adora avvolgersi nel tepore di una coperta che non c’è pur di addolcire l’esistenza. Purtroppo non esiste nessuno in grado di trasformare l’abisso in bellezza, amore simile a un virus che quando muore un po’ muoriamo con lui. E’ con tale consapevolezza che si perdona quasi sempre finché si ama, non piu’ appena il sortilegio malevolo e bugiardo sparisce.
Ne consegue che è corretto sensibilizzare, informare, facciamolo, perché forse prima o poi le cose miglioreranno, chi puo’ dirlo ? Consci del fatto che ciò che propongono in tanti, ovvero la cosiddetta “relazione sana”, non è Amore. Non lo sarà mai, è solo ingannare il tempo come si fa con uno scarabocchio al telefono in attesa dell’operatore.
“L’Amore buono”, senza gelosia, egoismi, rabbia, paura, insicurezze non esiste per la piu’ banale delle ragioni: non serve a nulla perché non dà alcun senso. Un’ imitazione non è mai l’originale, sarebbe troppo bello per essere vero. E infatti non è vero, l’amore è sempre tossico, deve esserlo, perchè come nella storiella della rana e dello scorpione è nella sua natura. Altrimenti sarebbe altro.
Come canta un poeta vero, Faber, “L’amore che strappa i capelli” è un’idea e in quanto tale non la sconfiggi con questi trucchetti da 2 soldi: barattare il senso della vita con un ordinario passatempo. Figuriamoci la piu’ grandiosa che è istinto di sopravvivenza. No, temo che il lieto fine non sia contemplato e esattamente come la guerra i lutti per amore ci saranno sempre, perché anche se la vita non ha senso l’essere umano lo cercherà sempre.
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