Matteo Renzi torna, dopo dieci anni, alla Festa Nazionale del Partito Democratico di Reggio Emilia, il partito di cui è stato segretario, prima acclamato come il volto del cambiamento e poi indicato da molti come il principale artefice della sua frattura. Lo fa accanto a Dario Franceschini, in una circostanza particolarmente significativa: è la prima apparizione pubblica dell’ex Ministro della Cultura dopo aver reso noto di convivere con il Parkinson.
A distanza di un decennio, il leader di Italia Viva, già progressivamente riaccolto in alcune iniziative territoriali promosse dal partito guidato da Elly Schlein, sancisce la fine di una lunga stagione di distanza e contrapposizioni. In fondo, si tratta di un segnale politico chiaro: nel centrosinistra prende forma la consapevolezza che non si possa prescindere da Renzi, soprattutto in una fase in cui l’obiettivo prioritario sembra essere la costruzione di un fronte più ampio e competitivo.
L’ex Presidente del Consiglio sa bene che la sua figura continua a essere considerata da molti ingombrante. Per questo sceglie un profilo più misurato, quasi a fare un passo indietro rispetto al protagonismo che per anni ha contraddistinto la sua azione politica. In questa ritrovata armonia, all’insegna dello “scurdammoce ‘o passato”, una domanda però sorge spontanea.
Il Partito Democratico, e più in generale l’intero centrosinistra, continua troppo spesso a infliggersi ferite da solo. Scontri interni, divisioni, personalismi e guerre di corrente che, con il passare degli anni e al mutare delle convenienze politiche, finiscono poi per dissolversi o essere accantonati.
Se oggi ci si ritrova, se si ricuciono rapporti che sembravano irrimediabilmente compromessi, viene naturale chiedersi se quelle lacerazioni fossero davvero inevitabili. Non sarebbe stato meglio evitarle prima, risparmiando energie, credibilità e consenso? Perché, alla fine, il vero avversario non è quasi mai dentro la stessa casa politica. Eppure, il centrosinistra sembra impararlo sempre troppo tardi.
nb: foto Sezione Partito Democratico Torretta – Crucoli
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