MESSICO OK NELLO STADIO DEI MIRACOLI, SORPRESA COREANA

di Marco Toccafondi Barni


Silenzio, parla il calcio.

E’ iniziato lo spettacolo piu’ bello del mondo: i Mondiali. E proprio nello stadio dei miracoli, l’ Atzeca di Città del Messico, il  tempio piu’ sacro e venerato del pallone.

E’ infatti  lo stesso campo che vide la partita e il gol del secolo, il mito di Italia Germania 4-3 e l’ arte di Diego, nonché  il gesto geopolitico piu’ furbastro dello sport, la mano de D10S con la quale Maradona puni’ gli inglesi per le Malvinas, senza dimenticare  il salto nello spazio di Pele’ su Burgnich nella finale del ’70, periodo in cui l’uomo saltava sulla luna. In fondo anche ieri c’è stato un piccolo record, in una partita non certo indimenticabile: ben 3 espulsi nella partita inaugurale.

Messico – Sudafrica 2-0 (Quinones, Jimenez)

– Messico decisamente sul velluto in casa sua, infatti domina e vince con un gol per tempo la partita d’esordio contro un Sudafrica invero non pervenuto e bruttino, mai veramente in partita, unica pecca per i padroni di casa l’espulsione assai questionabile di Montes in zona Cesarini. Nonostante l’assenza importante nel prossimo match il Messico è di fatto già qualificato ai sedicesimi, perché è difficile che in casa non conquisti almeno un punto tra Corea del Sud e Repubblica Ceca.

Immediato  il vantaggio messicano: un disastroso Sithole perde ingenuamente palla durante un’ impostazione alquanto banale, anche per la pressione di Lira, la sfera finisce a Quinones che  di potenza fa passare il pallone sotto le gambe del portiere dei Bafana Bafana. Nel finale della prima frazione è ancora Quinones a colpire un palo. Tuttavia è questione di poco, perché nella ripresa lo spartito non cambia e dopo l’espulsione del peggiore in campo (Sithole) i messicani la chiudono con Jimenez. L’ ottimo Alvarado riceve sulla destra, crossa sul secondo palo appunto per Jimenez che di testa sigla il piu’ facile dei  gol. E’ il raddoppio e per la “Tricolor” vuol quasi dire passaggio turno. Fin dall’esordio, meglio di così non poteva cominciare.

Corea del Sud – Repubblica Ceca  2-1 (Krejci, In-Beom, Hyeon-Gyu)

– Succede tutto in 20 minuti tra Corea del Sud e Repubblica Ceca. Sì perché se nei primi 45 minuti i coreani avevano senz’altro creato di più, andando spesso in porta con Son Heung-Min, coi cechi che al massimo provavano qualche timida ripartenza, la prima frazione si era chiusa a reti bianche. Poi la sorpresa nella ripresa, perché a fronte di numerose azioni pericolose degli asiatici, piu’ propositivi, come avviene spesso nel calcio gol sbagliato gol subito. E’ Ladislav Krejcí,sfruttando al meglio l’unica vera occasione ceca, a portare in vantaggio i suoi: lunga rimessa laterale di Coufal e il capitano con un gran bel colpo di testa  trova la rete del vantaggio. Ma i coreani giocano meglio e il piu’ delle volte chi gioca meglio vince, in pochi minuti la ribaltano: dapprima con Hwang che, grazie ad un velenoso scavetto dopo  un cioccolatino di un compagno di squadra, trova il pari. Passa meno di un quarto  d’ora e a soli 10 minuti dal 90° Hyeon-Gyu Oh grazie a un tiro di prima intenzione  trova  la rete del definitivo 2-1.

Vittoria importantissima questa per i sud coreani, perché in un girone senza padroni come questo, ma con una squadra materasso evidente quale il Sudafrica, conquistare 3 punti equivale quasi alla qualificazione per i 16esimi di finale dopo appena ’90.

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