Meloni, Orwell e la Verità a passo variabile

Chi ha letto “1984” ricorda sicuramente che Winston, il protagonista del cupo romanzo orwelliano, lavora al “Miniver”, il Ministero della Verità che, in netto contrasto col suo nome, ha il compito, la verità, di riscriverla a seconda delle variazioni nella politica che i membri del Partito Interno decidono di attuare nel nome del Grande Fratello. I documenti riguardanti il passato sono così rivisitati continuamente, e ciò che contrasta con gli orientamenti del momento è accuratamente cancellato e distrutto.

Suscita perciò un sorriso l’uscita dell’onorevole Giorgia Meloni circa l’orrore che suscita in lei la decisione assunta dal Presidente francese Macron di vincolare la libertà di spostamento dei nostri cugini transalpini all’avvenuta vaccinazione anti-covid19.

La battagliera deputata ha evocato appunto, riferendosi a questa decisione, l’insorgere di un regime orwelliano, pur essendo lei stessa una promotrice delle tecniche orwelliane di riscrittura della storia. Dimenticando che i social network sono un’arma a doppio taglio, la pasionaria della destra nostrana, infatti, oltre a diffondere il tweet di allarme sulla deriva verso la famigerata “dittatura sanitaria” ha pensato bene anche di rimuovere un suo precedente tweet col quale, al contrario, sottolineava l’importanza delle vaccinazioni e la loro utilità.

Insomma se qualcuno ricalca i malvagi metodi del regime descritto da Orwell in quel triste romanzo, quel qualcuno è proprio Giorgia Meloni, che nel tentativo di guadagnarsi le simpatie dei no-vax nostrani ha cercato nel suo piccolo di riscrivere la storia dimenticando, ahilei, che gli italiani sono di memoria corta ma la Rete, al contrario, non dimentica nulla. E dimenticando anche, come le ha fatto notare Roberto Burioni, che il primo obbligo vaccinale risale, in Italia, al 1939, un tempo in cui vigeva, in effetti, un regime ben poco democratico al quale tuttavia guarda con simpatia e nostalgia, se non lei, sicuramente gran parte dei suoi estimatori.

Pare per giunta, stando a un sondaggio diffuso da “La Stampa”, che perfino tra questi ultimi la decisione presa in Francia riscuota ampio consenso.

Non si può dunque escludere che la Signora Meloni provveda al ripristino del tweet cancellato e alla rimozione di quello ostile al metodo Macron: nel nome, naturalmente, della creazione – pardon – del rispetto della verità.

Comunque, fossi in lei, prima di fare citazioni a sproposito e controproducenti che ricordano molto da vicino il concetto di “operazione alla membro di segugio”, non dico che lo leggerei (il sentito dire, fatti alla mano, sembra interessare la deputata ma la lettura no) ma almeno mi farei raccontare da qualcuno la trama del libro che cito.

Giuseppe Riccardo Festa

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