Lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano inviata questa mattina al Quirinale.

Ill.mo Presidente della Repubblica, nel corso della Sua permanenza al Quirinale Lei non si è dimostrato un uomo ed un’istituzione insensibile ai moti d’animo della brava gente del nostro paese. Sappiamo allo stesso tempo come Lei, per ragioni quasi certamente condivisibili, sia uno strenuo difensore della riforma della geografia giudiziaria, che prevede la chiusura di numerosi Palazzi di Giustizia. Non può sfuggire ad un uomo con un alto senso dello Stato come Lei che questa riforma, così come attualmente è configurata, avrà delle conseguenze inaccettabili per uno Stato Civile come quello che Lei rappresenta e come quello a cui noi intendiamo contribuire anche col nostro sacrificio. Questa mattina ha avuto inizio il sesto giorno di sciopero della fame totale per sensibilizzare le istituzioni competenti alla correzione della chiusura del Tribunale di Rossano (CS), nei primi tre giorni abbiamo assunto esclusivamente acqua mentre da circa 72 ore i medici ci hanno imposto l’assunzione di soluzioni con presenza di glucosio per i tassi glicemici giunti a livelli critici. Siamo ormai da 24 ore a rischio ricovero ma non abbiamo intenzione porre termine al nostro sacrificio poiché ancora non abbiamo trovato nelle alte istituzioni dello Stato segnali che dimostrino la comprensione di ciò che stiamo manifestando. Ill.mo Presidente, noi non chiediamo da parte Vostra alcun occhio di riguardo, alcuna eccezione, alcuno strappo alle regola. La proclamata chiusura di questo Palazzo di Giustizia è stata una eccezione, una straordinaria eccezione in negativo, una formidabile ingiustificata penalizzazione, una scelta, permetteteci, del tutto irrazionale. Una eccezione straordinaria in negativo figlia di quei “particolarismi politici” che con impetuosa determinazione Voi stesso avete denunciato in questa fase, allorquando al tentativo di recupero sacrosanto da parte di alcuni Palazzi di Giustizia ingiustamente penalizzati si affianca, permetteteci, lo squallore delle trattative ad personam dettate da interessi distanti anni luce dagli interessi delle comunità dell’intero paese, trattative che vengono condotte sulle teste e pesano sulle spalle di quelle stesse comunità. Siamo convinti di questo perché quello di Rossano è un tribunale vivo, vissuto, necessario, vitale per l’intero territorio, con una quantità di procedimenti reali, attestati dalle stesse istituzioni della Repubblica, rilevante e significativa, non un edificio sperduto e vuoto dove vengono riversati denari pubblici e salvaguardati interessi corporativi, come ce ne sono stati e come ne sono stati salvati grazie a ridicoli cavilli burocratici. Siamo convinti perché il tessuto infrastrutturale di questo territorio è probabilmente oltre la soglia della civiltà: per raggiungerla con un treno in Quirinale, illustre Presidente, noi dovremmo fare tre cambi e viaggiare almeno tre ore, in alternativa esiste l’estenuante gincana della Salerno – Reggio Calabria; muoversi all’interno di questo territorio è praticamente impossibile: si pensi che per raggiungere la località del Tribunale accorpante da Rossano il tempo minimo di percorrenza (con condizioni di traffico e atmosferiche ottimali) è di circa un’ora, mentre le altre località del territorio distano più di due ore. Siamo convinti perché questo è un territorio, nostro malgrado, infestato dall’organizzazione criminale più potente del pianeta, la quale influenza la vita economica, sociale e politica come ampiamente dimostrato dalle inchieste giudiziarie come dai provvedimenti che gli alti Ministeri della Repubblica hanno intrapreso in questi anni. Con rabbia ed amarezza stiamo rilevando che le alte istituzioni di questo Paese ignorano o non conoscono questo stato imbarazzante di cose, determinando di fatto l’abbandono doloso da parte dello Stato nei confronti di decine e decine di migliaia di cittadini, determinando dolosamente il degrado e la depressione sociale in cui la ‘ndrangheta ed il malaffare sguazzano impetuosamente. Per questo stiamo cercando, attraverso il nostro sacrificio, attraverso il pericolo per la nostra stessa salute, di sensibilizzare quanti, nostro malgrado, fino a questo momento non hanno avuto l’abilità di compiere il proprio Dovere istituzionale e sociale dando ascolto alle ragioni delle comunità, magari prestando la loro attenzione a ciechi particolarismi ed ad artificiosi equilibri politici. Il Tribunale di Rossano non può essere accorpato da nessun punto di vista: è necessario che resti attivo nel pieno delle sue funzionalità. Siamo convinti di trovare in Lei la sensibilità ed il senso dello Stato necessari per comprendere con esattezza le nostre ragioni e ciò che significa il nostro sacrificio, ci aspettiamo che lo Stato che Lei rappresenta non abbandoni le nostre comunità. Ing. Flavio Stasi, Avv. Mauro Mitidieri

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