Lettera aperta ai cittadini dello Jonio cosentino.

Tutto procede secondo gli schemi soliti delle elezioni regionali. L’affanno di tanti candidati nelle diverse liste, la speranza di ottenere il migliore risultato ed aspirare ad un livello di potere elettorale per riuscire ad essere determinante nella gestione della Regione. Ottime aspirazioni per tutti ed a tutti un sincero augurio di risultati apprezzabili. Non può, comunque, mancare una sollecitazione che non vuole essere una pretesa di “lezione” per nessuno, a destra, al centro ed a sinistra, ma un monito che anticipa la certezza di ascoltare le promesse della campagna elettorale e ritornare fra qualche mese a chiedere conto di ciò che si è detto, su ciò che si è fatto. Ai cittadini dello Jonio cosentino la raccomandazione di utilizzare il voto nel migliore dei modi, ricordando che il ritardo della nostra zona e l’abbandono in cui versano le strutture ed il territorio nascono da incapacità di tutti i rappresentanti che nel passato, alternandosi, dopo le elezioni, hanno dimenticato le promesse elettorali. E nessuno si chiami fuori dalle responsabilità e dagli insuccessi.

Lo Jonio cosentino, ed oltre, è in uno stato vergognoso, abbandonato dalla politica centrale, privo di quella dignità territoriale che attrae capitali ed iniziative di valore, relegato in una solitudine troppo lunga che sfianca coloro che vorrebbero intraprendere  iniziative autonome di sviluppo. Per questo motivo si invoca una capacità di espressione di voto che deve registrare la scelta su competenze e volontà possibili e deve durare dopo le elezioni da parte di tutti i cittadini abilitati a chiedere conto delle promesse ricevute e controllare la realtà degli impegni. A tutti i candidati si chiede di impegnarsi, non a parole, né per il periodo elettorale soltanto, su temi troppo cocenti dell’abbandono del territorio Jonico che è vergognoso rappresentare nuovamente in questa campagna elettorale.

Ritornelli troppo vecchi, promesse del momento senza lo spessore culturale di tanti che avvertono solo la necessità di carpire qualche voto in più, anche da coloro che non hanno dato lustro nelle esperienze comunali vivendo sugli impegni di altri. Lo Jonio deve risorgere con l’impegno vero di tutti, di sinistra, di centro e di destra, superando l’appartenenza che spesso fa difendere l’indifendibile e crea cecità tale che non fa vedere l’approssimazione culturale, sociale ed anche politica di alcuni. Lo Jonio deve e può risorgere se si emargina l’ignoranza e la cultura mafiosa che è entrata nei gangli vitali della politica nostrana. Un colpo di reni dei nuovi candidati che avvertano la difficoltà di un territorio che è allo sbando e che necessita di risultati reali e non di promesse. Allora:

  1. E’ possibile attendere ancora promesse e calcoli elettorali per la S.S. 106? Sono disposti i candidali dello Jonio a rinunciare al loro eventuale mandato se non nascono reali attuazioni e soluzioni? Si può continuare a morire per colpa di uno Stato che ha sbilanciato i suoi interessi e le sue attenzioni, complici tanti amministratori regionali del passato di tutte le aggregazioni politiche?
  2. Può durare il coma grave della sanità che non garantisce più nessuno, mentre rimangono chiusi gli ospedali del nostro territorio? Come faranno tutti i nostri paesi senza assistenza e lontani dai centri operativi della salute. Si pensi a Longobucco, Bocchigliero, Campana, Scala Coeli, Mandatoriccio, Caloveto e tanti altri paesi lontani ed in difficoltà, dopo l’affanno degli ospedali di Rossano-Corigliano ed il ventennale ritardo dell’Ospedale della Sibaritide?
  3. Si può assistere ancora al diritto calpestato della giustizia con il Tribunale chiuso in una città ormai troppo grande, dopo l’aggregazione urbana, ed in un territorio dove anziani, handicappati, soggetti deboli anche economicamente si vedono costretti a difendersi con grave danno, per recarsi troppo lontano dal luogo di vita e di lavoro, quando c’è, a Castrovillari?
  4. Possiamo continuare a temere l’irreparabile per i Parchi Nazionali del territorio, senza assistenza, senza tutori e senza sviluppo? Come potremo contribuire alla difesa ambientale dello Jonio cosentino se perdura insensibilità e disimpegno verso la forestazione?
  5. Quanto durerà ancora il mancato collegamento della Mare-Monti, Jonio-Sila, con la vergognosa lentezza e l’incontrollata esecuzione dei lavori? Si può sperare in un turismo diverso? In un rilancio territoriale che collega le bellezze nostrane?
  6. Quando si rilancerà la politica portuale tra Corigliano-Rossano e Cariati, staccandosi dalla predominanza di Gioia Tauro? Quando si potrà rilanciare la politica turistico-portuale dello Jonio?
  7. Quando si risolverà in modo sensato il problema della depurazione e dello smaltimento dei rifiuti senza raccomandarsi più alla mafia o a qualche santo particolare nel nostro territorio?
  8. Quando si supererà l’affanno dell’approvvigionamento idrico mettendo in mora veramente gli amministratori locali inadempienti?

L’elenco potrebbe proseguire, ma basta per rendersi conto che le promesse del passato sono state tante, ma la realtà dei ritardi è questa. Nessuno si chiami fuori da responsabilità ed insuccessi.

Nessuno pensi che non andando a votare si risolve questa cancrenosa situazione, NO!

Occorre andare a votare e, poi, partecipare al “Redde rationem”, che è il conto da chiedere per tutte le promesse che verranno fatte. Coraggio, li conosciamo tutti e saranno denunciati per il loro mancato impegno.

Evitiamo di consegnare la Regione in mano a chi non condivide il valore di queste considerazioni e si è proposto per il solo gusto di esserci, malgrado l’incoerenza politica e la candidatura anche con il Diavolo.

Auguri a tutti quelli che condividono le nostre idee e lavoreranno per la ripresa dello Jonio, senza diventare muti e sordi dopo le elezioni, ma rimanendo servi sciocchi del potere autoreferenziale.

                                                                                                           Gerardo  Aiello

( Non candidato alle regionali)

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