La Bruno Bossio non cada nella trappola del commissariamento.

Sebbene apprezzi le posizioni espresse dell’on. Bruno Bossio sia sulla difesa delle ragioni della popolazione della presila cosentina, sia sulla constatazione di una ignobile guerra tra poveri scatenata dalla profonda incapacità della giunta regionale e del Dipartimento Politiche per l’ambiente, non posso non dissentire dalle sue conclusioni. In questi giorni da più parti si sente parlare di interventi del Governo per rispondere alla crisi dei rifiuti regionale, da destra a sinistra. Si tratta di una trappola tesa proprio da quegli squallidi interessi che negli anni passati hanno costruito sul commissariamento, cioè sulle deroghe e sulla sospensione della democrazia, la propria fortuna, scippando soldi e salute dei cittadini calabresi. Basti pensare alla nefasta idea delle società partecipate (sibaritide spa, vallecrati spa, appennino paolano spa eccetera) imposta proprio dall’ufficio del commissario. Non è un caso che allo stato attuale, sfruttando l’ordinanza di protezione civile del marzo 2013, il Dipartimento Politiche per l’ambiente si stia ancora comportando come un ufficio commissariale, fino al punto di emanare un bando da 186 milioni di euro (quello per lo smaltimento all’estero) senza alcuna consultazione neanche del consiglio regionale. Al contrario il Parlamento potrebbe svolgere un ruolo decisivo colpendo proprio l’assurdo accentramento di potere che la Regione continua a mantenere non per una esigenza gestionale ma per non mollare la gestione dei centinaia di milioni di euro che ruotano attorno allo smaltimento dei rifiuti. Il Parlamento dovrebbe imporre alla regione il trasferimento di competenze e responsabilità agli enti territoriali, province e comuni, lasciando che il ciclo dei rifiuti si chiuda sui territori secondo modelli virtuosi: differenziata, filiera corta, riciclo e riutilizzo. Non solo: il Parlamento dovrebbe intervenire impedendo l’assurdo monopolio dei gestori che, incredibilmente, si trovano a gestire contemporaneamente la raccolta indifferenziata, la differenziata, le discariche e lo smaltimento all’estero di tal quale, una modalità balorda che permette alle ditte di modellare il ciclo dei rifiuti per i propri interessi, i quali non combaciano con quelli della Calabria. È stata depositata ormai mesi fa una Legge di Iniziativa Popolare, sostenuta anche da migliaia di calabresi, che aspetta di essere discussa in parlamento: se qualcuno si facesse carico della sua rapida approvazione, non ci troveremmo più a discutere di emergenza. Flavio Stasi Referente Regionale Legge Rifiuti Zero

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