L’ INGHILTERRA SI PROPONE, IL PORTOGALLO NO, GHANA E COLOMBIA SI

di Marco Toccafondi Barni


INGHILTERRA – CROAZIA 4 – 2 (Keane (2), Martin Baturina, Musa, Bellingham, Rashford)

– L’ eterna incompiuta, la nazionale di dove il calcio è nato, ma che non ha quasi mai vinto nulla alla fin fine, eccezion fatta per un Mondiale casalingo nel lontano 1966 grazie a un leggendario  gol fantasma, oggi sembra invece esserci. Sì l’ Inghilterra fa capire fin dai primi minuti che per la coppa piu’ ambita del pianeta stavolta c’è anche lei. Con Keane, uno degli uomini simbolo, che dà subito primo squillo e che causerà un calcio di rigore ripetuto 2 volte, perché il portiere croato si muove. Male la prima, bene la seconda: l’asso inglese si ripresenta sul dischetto in versione glaciale: il lato è lo stesso del rigore fallito pochi istanti prima, però il tiro è più forte. E’ uno a zero.

Una buona Croazia però non ci sta e circa 25 minuti dopo, al 36° minuto, la pareggia con quel poco di “Italia” che c’è al Mundial, infatti è Baturina del Como che da fuori area fa partire un bolide  solo sfiorato da Pickford. La partita è bellissima, non c’è un attimo di sosta e quindi gli inglesi vanno di nuovo avanti, ancora con Kane che offre la specialità della casa: lasciato incomprensibilmente libero uno come lui puo’ solo incornare alla perfezione e portare la sua nazionale sul 2-1. E’ doppietta. Ma la partita è al cardiopalma, un autentico susseguirsi di emozioni e occasioni e così proprio all’ ultimo tuffo della prima frazione di gioco i croati pareggiano grazie a un’ azione personale di Pasalic che trova Perisic al centro dell’area di rigore, sponda  per Musa che al segna al volo.

Si va al riposo sul 2 a 2 e non poteva esserci mazzata peggiore che un gol preso proprio quando l’arbitro aveva già il fischietto in bocca per mandare tutti a riposo; tuttavia la nazionale dei 3 leoni ruggisce ed entra con tutto un altro piglio in campo. Ma soprattutto sulle note di “Hey Jude”, perché l’uomo piu’ talentuoso di tutti, fino ad ora assente, Jude Bellingham, decide finalmente che è ora di giocare. Passano appena 2 minuti e il genio galactico fa tutto da solo: si accentra per ritrovarsi davanti a Livakovic e con un colpo dei suoi lo batte sul secondo palo. Inglesi di nuovo avanti, ma soprattutto col suo uomo magico che adesso gioca bene. Infatti  solo un grande Livakovic evita un’ imbarcata alla Croazia, che comunque capitola definitivamente a 5 minuti dal 90esimo: contropiede inglese con Rashford che mette al sicuro il match. Un’ ottima Inghilterra, che quasi certamente sarà tra le semifinaliste del torneo se gioca in questo modo.

PORTOGALLO – REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO 1-1 (Neves, Wissa)

– Non ci siamo, il Portogallo, per chi lo piazza incomprensibilmente tra le squadre favorite per la vittoria, stecca e pareggia con il simpatico Congo. Una buona squadra che non è arrivata alla fase finale dell’ ultimo Mondiale in Qatar solo perché incontrò il Marocco sul suo cammino, un altro livello quindi. ma che negli ultimi anni ha giocato abbastanza bene e si è fatto apprezzare soprattutto in Coppa d’ Africa, ma resta pur sempre una squadre di terza fascia se paragonata a CR7 e soci. E invece no, perché il pareggio ci sta tutto, è meritato.

Intendiamoci, i lusitani partono alla grande e infatti vanno in vantaggio dopo soli 6 minuti con Neves, che è perfetto nel  girare di testa un cross di Pedro Neto. Tuttavia con lo scorrere inevitabile del tempo la partita si appisola un po’ e con essa il Portogallo. Allora il Congo è bravo e soprattutto paziente ad aspettare l’ultimo istante del primo tempo per colpire un po’ a sorpresa con Wissa. Si tratta di un altro colpo di testa. E’ 1 a 1 e si va al riposo così.

Nella ripresa la partita non cambia, CR7 è inesistente, l’inserimento di Conceição nell’ intervallo dà una scossa. Eppure non basta. Sono tante le  occasioni ma sterili  e i congolesi sono bravi a tenere botta. Finisce così, con un esordio a dir poco disastroso per i portoghesi e uno storico primo punto ai Mondiali per un Congo coraggioso e molto ordinato che ora puo’ sognare in grande.

GHANA – PANAMA   1-0 (Yirenkyi)

– Quella tra Ghana e Panama non è stata una bella partita, molto tattico il primo tempo, con Panama un po’ piu’ intraprendente, ma nella ripresa Ghana cresce e i “Canaleros” perdono la loro intraprendenza. il primo tempo si chiude così a reti bianche.

E’ nella ripresa, però, che pian piano il Ghana sale e nonostante qualche difficoltà evidente alla fine riesce a portare a casa 3 punti fondamentali per il suo cammino e appaiare in classifica perfino l’ Inghilterra. E’ il classico ottenere il massimo risultato col minimo sforzo, lo si puo’ dire. Certo, le Black Stars non paiono nemmeno parenti lontane della mitica squadra che appunto in Africa, ai Mondiali del 2010, quelli dello Waka Waka sempre di Shakira, sfiorarono l’impresa della semifinale per la prima volta di una squadra africana; insomma un Marocco ante litteram, poi 4° arrivò l’ Uruguay all’ epoca, tuttavia grazie a un gol in piena zona Cesarini riescono a essere leader nel girone dopo la prima giornata. Il gol, pensante come non mai, arriva per un errore del panamense Cordoba che, sbagliando il  tempo in scivolata, permette al regista del Ghana di entrare in area e buttarla in mezzo per Yirenkyi che segna. Ora tutto è possibile.

UZBEKISTAN – COLOMBIA 1-3 (Munoz, Fayzullaev, Diaz, Campaz)

– Per la 1° volta arrivano i cosiddetti “Stan”, gli stati che finiscono così nati dalla dell’ Unione Sovietica nel 1991.

E’ la volta del Uzbekistan, formazione allenate dal nostro Fabio Cannavaro, arrivato a qualificazione già raggiunta, però l’esordio non è certo dei migliori, anzi, sia per la sconfitta con “Los cafeteros” colombiani sia per la qualità del gioco.

I “Cannavaro Boys” badano al sodo, ma vanno sotto al 40esimo, dopo un primo tempo di alti e bassi, non bello: al 40° minuto Luis Díaz, senz’altro il migliore in campo per distacco, confeziona un pallone spettacolare per Munoz che si inserisce bene e gira al volo di esterno destro. Si va al riposo così. Tuttavia nella ripresa la squadra di Cannavaro comincia almeno a far vedere qualcosa e a causa di un errore clamoroso del portiere colombiano trova un insperato pareggio, ma passano  5 minuti e la Colombia si porta nuovamente avanti col suo fuoriclasse, Luis Diaz, bravo a battere un incerto Yusupov. Il finale è tutto di marca sudamericana e nell’ ultima azione del match è Campaz a chiuderla col definitivo 3-1.

Un altro esordio amaro per un italiano in questo Mondiale senza Italia, vola invece e con merito la Colombia.

Views: 46

Puoi essere il primo a lasciare un commento

Lascia una risposta