Isola Capo Rizzuto: cosa significa aiutare gli altri!

Ma è questa l’importanza: far vedere sempre che questa è la normalità della vita

Le terribili immagini che stanno facendo il giro tra i mass-media e la rete, sullo sbarco di un gruppo di 75 migranti, tra cui quattro bambini, a Isola Capo Rizzuto nel crotonese, mi hanno da un lato raggelato, ma dall’altro anche molto emozionato per il grande valore di quanti si sono prodigati nel difficilissimo salvataggio, mettendo a serio rischio la loro incolumità. 

Parlo del forte coraggio mostrato dalle forze dell’ordine, dal personale della Guardia Costiera e della Croce Rossa, che non hanno esitato un attimo ad entrare in mare e prestare soccorso a partire dalla messa in salvo dei più piccoli.  

I profughi erano bloccati a bordo di una barca a vela incagliata nel mare in tempesta di fronte alla costa, che rischiava di affondare da un momento all’altro. 

Il mare era forza quattro e l’imbarcazione, già piuttosto malmessa, è restata in balia delle onde per un po’, creando molta paura e agitazione tra i passeggeri.

Gli uomini della Polizia di Stato, Guardia Costiera e Croce Rossa non hanno badato ad alcun timore e si sono gettati vestiti in mare, formando una lunga catena umana tra la barca e la costa, portando in salvo tutti i 75 migranti. 

E’ sempre più evidente che la gestione del fenomeno dei flussi migratori è molto impegnativa e complessa, e spesso faticosa per come queste persone arrivano nel nostro Paese, e in particolare modo per l’inedita portata e per il crescente numero di soggetti che presentano domanda di asilo. 

Propongo allora da cittadino italiano che agli uomini e donne di grande cuore e infinita professionalità, che si sono impegnati, sia assegnata un prestigioso riconoscimento anche a nome dei tanti servitori del nostro Paese, che compiono quotidianamente gesti dello stesso valore, avvertendo sentimenti così positivi.

Queste persone hanno svolto un’attività preziosa, onorando gli alti valori dello Stato e manifestando un indubbio senso e spirito di sicurezza. 

Ciò che hanno fatto potrebbe sembrare ad essi del tutto normale, avendo fatto quel che gli è sembrato giusto nelle condizioni che si sono trovati di fronte. 

Ma è questa l’importanza: far vedere sempre che questa è la normalità della vita, che aiutare gli altri, aiutare chi è in difficoltà, rende la vita migliore, fa vivere meglio se stessi e la comunità in cui si è inseriti.

Nicola Campoli

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