■Antonio Loiacono
Scala Coeli, con i suoi vicoli stretti che s’inerpicano tra case in pietra e balconi fioriti, ha vissuto nella giornata odierna un momento che resterà nella memoria collettiva. Pasquale Tridico è ritornato (come fa da sempre!) nel suo borgo natale. Non da “personaggio pubblico”, non da candidato in vista delle prossime consultazioni regionali, ma da figlio che rientra a casa, accolto dallo sguardo affettuoso della sua gente.
Il paese, adagiato tra le colline che guardano lo Ionio e profumano di ulivi e uva, ha salutato Tridico con una familiarità che va oltre ogni ruolo istituzionale. È bastato il suo passo nelle stradine lastricate perché riemergessero i ricordi: le corse da ragazzo, le voci dei compagni di giochi, il richiamo delle madri dalle porte socchiuse.
Gli amici di sempre lo hanno riabbracciato con la semplicità che solo chi condivide le radici sa conservare intatta. Qualcuno gli ha porto un bicchiere di vino locale, qualcun altro una “pitta” appena sfornata, come a dirgli che l’essenza di Scala Coeli non cambia, che il tempo qui scorre più lento, scandito dal suono delle campane e dal ritmo delle stagioni.
L’emozione è passata anche attraverso i gesti più piccoli: una carezza di un’anziana, un sorriso timido di un ragazzo che lo ha visto per la prima volta da vicino, gli sguardi commossi di chi riconosce in lui non tanto il percorso professionale o politico, ma il legame indissolubile con la propria terra.
Passeggiando tra i vicoli, Tridico si è fermato in via Toledo, davanti all’abitazione del suo fraterno amico Amedeo Fusco. Il portico della casa, addobbato per l’occasione con i profumi e i colori della gastronomia “scalese”, è diventat0 per un istante il palcoscenico di un incontro tra memoria e presente. C’erano i pani fragranti, l’olio nuovo e i dolci della tradizione: non semplici prodotti, ma segni tangibili di un’appartenenza condivisa. Quel momento, intimo e corale insieme, ha suggellato il legame profondo che unisce Tridico alla sua comunità, come se ogni sapore e ogni aroma raccontasse la storia di un figlio che non ha mai reciso le proprie radici.
Tra la folla, giunta anche dai comuni limitrofi, si sono notati volti noti della vita pubblica e istituzionale. C’era l’onorevole Vittoria Baldino, parlamentare del Movimento 5 Stelle, e con lei i tre candidati consiglieri del territorio: Davide Tavernise (lista M5S) Concetta Cuparo e il sindaco di Calopezzati, Edoardo Giudiceandrea (entrambi nella lista Tridico Presidente). La loro presenza, discreta e partecipe, ha sottolineato come la giornata avesse il sapore di una festa collettiva più che di un appuntamento elettorale.
Il ritorno di Pasquale Tridico ha assunto i tratti di una festa intima e corale. Poche bandiere e nessun slogan: solo la genuina voglia di stringersi intorno a un figlio che, pur avendo percorso strade lontane, resta parte integrante dell’anima del borgo. Un uomo che porta con sé, ovunque vada, i profumi della macchia mediterranea, la luce dorata delle colline calabresi e il calore di una comunità che non lo dimentica mai.
A Scala Coeli, più che altrove, si è capito che ci sono ritorni che non hanno bisogno di discorsi: bastano i silenzi pieni di ricordi, i sorrisi scambiati negli angoli di pietra e il respiro collettivo di un paese che ritrova uno dei suoi figli.
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