IL DRAMMA DEI RIFIUTI: a Mirto Crosia il sindaco Gerardo Aiello sta facendo compattare il pattume nelle cosiddette eco balle.

Disastro rifiuti: tutto il Basso Jonio è diventato un immane immondezzaio, e quando i sindaci, in buona fede, s’intende, cercano, e pensano di aver trovato, una soluzione ecco che il più delle volte, come si dice, la toppa è peggio del buco. Succede, ad esempio, a Mirto Crosia ove il sindaco Gerardo Aiello sta facendo compattare il pattume nelle cosiddette eco balle che poi sono depositate nella ex discarica di “Sciolle”, dismessa e bonificata dalla Regione. Ma il “metodo Aiello”, non è gradito dal coordinamento cittadino del Pdl il quale accusa il sindaco di aver provocato “un vero e proprio disastro ambientale”. “Aiello – scrive una nota pidiellina – non poteva non sapere che con la compattazione e l’imballaggio dei rifiuti si sarebbero verificate conseguenze dannose per l’ambiente e anche per i cittadini. Il percolato finisce inevitabilmente nel terreno e nei canali di scolo delle acque provocando danni enormi”. E poi c’è la grana dei costi: “Questo folle metodo di imballare i rifiuti è costato finora ai cittadini all’incirca 250 Euro a balla, che a conti fatti (ne abbiamo contato 150 ) fanno circa 40 mila Euro. Quanto costerà ancora alle casse comunali, lo spostamento, lo smaltimento, la bonifica delle strade e dei terreni, i guasti provocati alla salute pubblica ed all’economia turistica?”. Il Pdl crosiota è “consapevole che l’emergenza rifiuti è un problema di vaste proporzioni” ma è anche “fortemente critici sul metodo Aiello (unico in tutto il territorio provinciale e regionale)”. L’analisi spietata: “L’imballaggio è eseguito senza rispettare i nessuna norma di legge; le balle sono incustodite, tant’è che qualcuna è stata incendiata sprigionando nubi altamente tossiche e, per quello che sappiamo, nessuna discarica o termovalorizzatore sarebbe disponibile a smaltirle perché sono ormai classificate rifiuti speciali”. In sintesi, il sindaco “è responsabile di avere attentato alla salute dei cittadini”. Ma sulla costa qualcuno che ha cercato di emulare il “metodo Aiello” c’è: è il suo collega di Cariati, Filippo Giovanni Sero. Egli ha emanato un’ordinanza (la numero 11 del 18 aprile) con la quale dispone che le centinaia di tonnellate di rifiuti abbandonati ad ogni angolo della città vengano prima compresse ed imballate e successivamente depositate presso la ex discarica di località “Varco”. La disposizione non sembra funzionare perché i compattatori, entrati in funzione l’altro ieri, hanno provocato le lagnanze di diversi cittadini i quali si sono rivolti all’ufficio distrettuale sanitario che in materia, ricordiamo, non ha alcun potere se non quello di certificare, dal punto di vista scientifico, la pericolosità della drammatica e perenne emergenza rifiuti. Fatto sta che quei macchinari, in opera nello slargo antistante il cinema teatro (dove, fra l’altro, fa bella mostra di sé un contenitore che potrebbe contenere amianto) non ci sono più e, probabilmente, l’ordinanza sindacale si è rivelata un aborto.

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