GLI ANZIANI: E’ vivo nella nostra comunità il sentimento di osservanza che viene rivolto a queste persone.

Mi colpisce di Cariati una consuetudine che fa tanto onore e prestigio ai cariatesi e all’intera comunità. Uno spaccato che caratterizza il vivere quotidiano, che in estate il sottoscritto, abituale frequentatore della località ionica, nota più che in altri periodi dell’anno. L’episodio vede protagonisti gli anziani del luogo e come questi vengono serviti in via preferenziale, ma con una naturalezza inaspettata, negli affollati esercizi commerciali. Un atto nobile che titolari e commessi riservano alla categoria di persone più avanti d’età. Un gesto di doverosa attenzione per sottrarli, molto spesso, a file interminabili o anche alla calura e confusione che si concentra nel periodo estivo. Tutto avviene con la massima semplicità, come se fosse qualcosa di indiscutibile, e sotto gli occhi di turisti e clienti. Parliamo della categoria di anziani che si riconoscono a un miglio di distanza per il loro inconfondibile e riservato aspetto. Loro restano silenti. Si pongono in fila come tutti gli altri clienti. Non accennano a nessuna richiesta. Vengono, invece, sollecitati a manifestare le loro necessità in modo affettuoso dai negozianti. Devo dire che qualcuno prova a schernirsi per quella preferenza, ma poi si lasciano andare. Forse anche contenti del gesto. Mi ha incuriosito della serie di scene, di cui sono stato attento testimone, il sentimento di osservanza che viene rivolto a queste persone che in molti casi rappresentano la memoria del luogo. Cui molto volte qualcuno si ferma a chiedere racconti e aneddoti del passato. Non c’e’ che complimentarsi con quei cariatesi che riservano tale trattamento agli anziani. Bene fa la comunità cariatese a non dimenticarli. Essi sono testimoni della cultura di una comunità segnata dalla storia. Si guarda avanti sempre, sapendo sempre ciò che si è stati, legando il filo della memoria a quello dei saperi. E il dialogo tra le generazioni, ciò che avviene di fatto, é il migliore modo! Nicola Campoli

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