Fase 2: difficile. Meglio sarebbe stato rinviare la fase 1 di altri quindici giorni?!

Serve affrontare il tema sanitario

Dal 4 maggio entreremo in quello che sarà, inverosimilmente, il buco nero della fase 2. Un gran bel punto interrogativo dagli scenari piuttosto preoccupanti e pieni di insidie per le persone. L’impressione, purtroppo, è di una falsa partenza, giusto perché bisognava ripartire, avendo tuttavia bene a mente che dietro l’angolo si paventano tantissime incertezze. 

Forse sarebbe stato il caso di manifestare con più coraggio che bisognava prorogare la fase 1 almeno per altri quindici giorni, allo scopo di verificare in maniera più puntuale l’andamento dei contagi e relative conseguenze. In verità, da cittadino non mi sento assolutamente al sicuro. Anzi. La paura che la vicenda possa sfuggire di mano è molto forte e non può reggere esclusivamente sul senso di responsabilità degli italiani. Troppo alta l’aspettativa. 

Il rischio che da un momento all’altro intere aree del Paese possono diventare zone rosse, per la specifica ripresa dei contagi, non è la tanto una lontana ipotesi. Ciò rappresenterebbe un enorme problema non solo sul piano della salute pubblica, ma anche sul versante assai complicato della ripresa economica. Una vera bomba sociale. Guai che ciò accadesse. Sarebbe una iattura con conseguenze negative per le zone coinvolte del nostro Paese. 

Ritengo, quindi, che forse più che indicare quello che si potrà fare a partire dal prossimo 4 maggio, nel corso dell’intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri e relativo DPCM, avrei avuto forse più piacere di ascoltare e leggere cosa si stesse pensando di realizzare, circa la tracciabilitá della pandemia nei singoli soggetti. 

Serve affrontare il tema sanitario. C’è poco da fare. Bisogna trovare soluzioni praticabili e semplici, affinché le persone vengano controllate e monitorate. Non ci sono alternative, prima della scoperta del vaccino, per venire fuori da questa sconfinata bufera. Andare avanti senza un piano sanitario preventivo, che tiene sotto controllo gli sviluppi del virus tra le persone, significa procedere a tentoni.

Nicola Campoli

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