EUROPEI 2024: ITALIA ANNO ZERO, LA GERMANIA C’E’

DI MARCO TOCCAFONDI BARNI


SVIZZERA – ITALIA 2 – 0

– Il cielo è cupo sopra Berlino. Forse è stata la peggior nazionale di sempre, imbarazzante. E’ andata persino peggio rispetto ad altri disastri a tinte tricolori, come i fallimenti di Lippi nel 2010 in Sudafrica e di Prandelli 4 anni dopo in Brasile. Ma stavolta, l’Italia dell’ allenatore scudettato con il Napoli, non è esistita. Pare incredibile eppure l’ Italia non era in campo, lo hanno visto tutti. Siamo arrivati al limite dell’ irritante e del patetico, nel senso che gli Azzurri hanno fatto addirittura un po’ pena tanta la differenza fisica, tecnica e mentale con la Svizzera. Con tutto il rispetto una buona squadra ma di certo non la Francia, né la Spagna, né l’ Argentina oppure i padroni di casa tedeschi. Un organico di tutto rispetto, vero, ma ad esempio con attaccanti abbastanza mediocri, prova ne è il fatto che il gol del vantaggio è stato segnato da un centrocampista: Freuler.

La nazionale rossocrociata domina nella parte iniziale e si intuisce subito il canovaccio del match: i rossocrociati fanno la partita. Il primo tempo per loro inizia bene, calcio d’angolo e tanta aggressività. Intorno al giro di boa ecco un assolo di Embolo, buon attaccante di origini camerunensi naturalizzato, lasciato inspiegabilmente solo dagli Azzurri quasi fosse una partitella tra scapoli e ammogliati. E’ il solito Gigio Donnarumma, con un ennesimo prodigio, a negare momentaneamente il vantaggio ai nostri avversari. Ma è un’ illusione, perché 11 ectoplasmi in campo non possono avere la meglio contro 11 buoni giocatori e così al 37° minuto Vargas pesca in area Freuler che, dapprima, controlla di destro e poi di sinistro batte Donnarumma. Mancini prova ad immolarsi, ma né il difensore giallorosso né il portierone di Castellammare di Stabia possono nulla. E’ l’uno a zero. Nonostante questo l’ Italia non reagisce, non puo’ farlo, perché in campo non c’è nessuno. Ci mancano ritmo, aggressività e idee. Non siamo in grado neppure di fare 3 passaggi di fila, la squadra è sfilacciata e senza una logica di gioco, così è unicamente un assedio elvetico, difatti c’è addirittura un palo nei minuti di recupero, che salva gli Azzurri dalla debaclé nei primi 45. Non si è salvato nessuno, si spera nella ripresa.

Vana speranza, perché passano pochi secondi e Vargas, ancora una volta inspiegabilmente indisturbato, lascia partire un bel destro al giro che batte l’incolpevole portierone italiano. E’ quasi incredibile giocare in questo modo un ottavo di finale quando hai ben 4 stelle sulla maglia e due europei, nel più importante torneo sportivo del pianeta dopo i Mondiali. Un’ autentica vergogna, non ci sono parole. Spalletti alla fine parlerà di ritmi, temperature, campionato e condizione, ma la realtà è che siamo perfino più scarsi dell’ onesta Svizzera.

La inconsistenza e tale che l’unica vera occasione degli Azzurri la creano proprio gli stessi svizzeri, colpendo un palo con un retropassagio sbagliato. Un disperato Spalletti prova a fare qualche cambio, ma non si puo’ far nulla con questa Nazionale oscena e quindi arrivano solo due tiri: il primo al 72° minuto e due minuti dopo una palla gol colossale che Scamacca, su sponda di Retegui, fallisce calciando la palla sul legno destro della porta difesa da Sommer. Era più facile far gol. Insomma, si torna meritatamente a casa e forse non è colpa di nessuno, anzi è stato un miracolo trovare quel gol di Zaccagni all’ ultimo respiro che ci aveva portato immeritatamente agli ottavi alimentando folli speranze e sguardi a un tabellone presunto “amico”. Invece questa Nazionale è veramente troppo scadente per aspirare a qualcosa di più di ciò che è stato. Non servono riflessioni né grandi analisi: l’ Italia calcistica vive un momento di transizione, tra l’altro dopo un trionfo storico proprio all’ Europeo, con giocatori che eccezion fatta per Donnarumma non sono dei campioni, ma al massimo onesti interpreti del gioco più bello del mondo. Puo’ darsi che Spalletti ci abbia messo qualcosa con il suo linguaggio enigmatico e un atteggiamento da eterno guru del pallone, il ruolo di selezionatore potrebbe non essere adatto alla sua curiosa personalità. In conclusione gli ormai ex campioni d’ Europa vanno fuori con una prova inguardabile. Svizzera meritatamente ai quarti. Si sono invertiti dei ruoli storici: noi al posto della Svizzera o di altre squadre similari (la Georgia, oggi) che passano sì il girone ma poi si accontentano di uscire con le grandi. Adesso la Svizzera degli anni ’80 siamo noi. E’ triste, ma è così e bisogna ammetterlo. Prenderne atto con mestizia.

Danimarca – Germania 0 -2

– La Germania fa quello che avrebbe dovuto fare l’ Italia: elimina gli avversari sulla carta e per la storia più deboli, quella Danimarca che comunque all’ ultimo Europeo sfiorò la finale proprio con gli Azzurri a Wembley. Non dimentichiamolo.

Eppure i tedeschi iniziano con una veemenza tale da lasciare i danesi e il pubblico quasi senza fiato. Nel primo quarto d’ora, infatti, la Danimarca non riesce quasi a respirare. E’ palese l’obiettivo tedesco: archiviare la pratica danese nei primi minuti, in modo da dedicarsi alla Spagna (presumibilmente, ovvio, vediamo cosa farà la sorprendente Georgia) nei quarti. Tuttavia si sa, nel calcio le cose non vanno sempre come si immagina e siccome in questi primi 15 minuti letteralmente indiavolati da parte tedesca il VAR annulla un gol e la difesa danese in qualche modo regge, si comincia a intravedere anche la squadra ospite. Dal giro di boa del primo tempo, infatti, la Danimarca inizia timidamente ad alzare la testa e persino a farsi vedere dalle parti di Neuer. Poco dopo la mezz’ora di gioco, inoltre, la partita viene sospesa dal direttore di gara a causa di fulmini, pioggia e grandine su Dortmund. Si riprende, ma il risultato non cambia e si va al riposo a reti inviolate. E’ zero a zero, si deciderà tutto nella seconda frazione.

Il calcio come al solito stupisce: dopo appena 3 minuti va in vantaggio, sorprendentemente e immeritatamente, la Danimarca con l’ ex Samp Andersen, sarà solo il pari nei gol annullati. Il VAR punisce un fuorigioco e si torna sullo 0 a 0. Non passano che pochi secondi ed è lo stesso ex Sampdoria a toccare di mano il pallone su cross di Raum. Sul dischetto va Havertz che la mette alla sinistra di Schmeichel. Alla fine delle fini la Germania passa contro una buona Danimarca che esce a testa alta. Il raddoppio tedesco proietta la Nazionale direttamente nel futuro un quarto d’ora più tardi: bel diagonale del talento “made in Bayern Monaco” Jamal Musiala. Sul finale c’è anche il tempo per un altro gol annullato, al gioiello del Bayer Leverkusen Wirtz.

Il raddopppio comunque vale il match e quindi i quarti. Ora presumibilmente sarà la Spagna (Kvara & C. permettendo) in una sorta di finale anticipata.

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