DIMA: GRAZIANO NON SA DI COSA PARLA È IL CANDIDATO DI UN TERZO DEL CENTRO SINISTRA! EMBLEMA DI DIVISIONI, CONTRADDIZIONI E FALLIMENTI

DIMA: GRAZIANO NON SA DI COSA PARLA È IL CANDIDATO DI UN TERZO DEL CENTRO SINISTRA! EMBLEMA DI DIVISIONI, CONTRADDIZIONI E FALLIMENTI ROSSANO (Cs), Lunedì 25 Aprile 2011 – L’On. Giovanni DIMA replica alle accuse di Antonello GRAZIANO, candidato a Sindaco – dice DIMA – di un terzo del centro sinistra! Basterebbe questo dato, per il Deputato del PDL, come risposta alle farneticazioni di chi, invece di spiegare ai rossanesi per quale ragione autolesionista dovrebbero rifare lo stesso errore del 2006, si cimenta, senza equilibrio, in argomenti e temi nazionali, che dimostra di non conoscere. DICHIARAZIONE ON. GIOVANNI DIMA – DEPUTATO PDL Alle proprie farneticazioni, Antonello GRAZIANO, candidato a sindaco in rappresentanza di un terzo del centro sinistra, si risponde da solo, con la sua stessa candidatura. Testimonianza emblematica di un centro sinistra diviso ed in guerra fratricida per la somma di contraddizioni e fallimenti collezionati fino ad oggi e ad ogni livello, con le sue dichiarazioni del tutto fuori tema GRAZIANO non fa altro che dimostrare la totale sconoscenza delle cose di cui parla. Invece di tentare, ovviamente invano, di spiegare ai rossanesi per quale ragione autolesionista essi dovrebbero decidere di rifare lo stesso errore del 2006, con l’avvio del malgoverno del centro sinistra a Rossano, GRAZIANO si cimenta in uno sproloquio sulla mia persona e sul mio ruolo in Parlamento, scantonando su temi, argomenti e questioni che farebbe bene ad affrontare con maggiore equilibrio. Purtroppo, facendo appello ad una retorica meridionalista alla quale ormai non sono inclini neppure gli storici della sinistra, GRAZIANO è convinto di voler far passare la tesi secondo la quale se, oggi, ancora ci confrontiamo su una irrisolta questione meridionale, le responsabilità vadano attribuite al governo nazionale di centro destra. Dalla sfida del federalismo (sul quale si gioca all’equivoco) al problema del precariato scolastico, temi citati a sproposito da GRAZIANO, se oggi se ne parla, al di là della diversità legittima di vedute, anche in Parlamento, è perché c’è una classe dirigente, da Nord a Sud, che ha inteso porre all’attenzione del dibattito nazionale, senza ipocrisia, la questione del futuro di questo Paese. La storia italiana degli ultimi decenni, ed in essa quella di questa regione, annovera purtroppo incrostazioni culturali e politiche gravi e che oggi pesano come ipoteche sulla capacità degli italiani, soprattutto dei meridionali, di ripensare il proprio avvenire preferendo il buon governo delle comunità locali, la responsabilità verso le future generazioni e la lungimiranza nella spesa pubblica all’assistenzialismo, alla concezione della sanità come spazio pubblico da occupare e dal quale far passare come favori i diritti, alla scuola vissuta non come tempio della formazione meritocratica delle classi dirigenti ma come filtro assistenziale ed alle istituzioni pubbliche viste come luoghi di potere e familismo amorale. In questo percorso di rottura, che potrà restituire dignità alla politica, continuo a ritenermi impegnato, insieme al mio partito ed agli alleati del centro destra, a Roma come in calabria a fianco al Presidente SCOPELLITI, e certamente a partire dalla svolta delle prossime amministrative che sapranno offrire, con la vittoria di Giuseppe ANTONIOTTI, la risposta migliore e più eloquente sia alle accuse fuori luogo di GRAZIANO sia, soprattutto, alle attese ed alle esigenze di cambiamento dei rossanesi.

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