DIETRO IL MARTIRIO DI HELEN JOANNE COX

Non è – lo sappiamo, l’abbiamo sempre saputo – questione di essere cristiani, musulmani, atei o buddisti, né europei, o arabi, o asiatici, o russi o americani. E nemmeno di essere di destra, di centro o di sinistra. È questione di essere capaci o no di odiare.

Chi è capace di odiare sa poi servirsi di qualunque vernice – islam, cristianesimo, partite di calcio, bolscevismo o fascismo – per dare al suo bisogno di fare del male una parvenza di giustificazione.

Il martirio di Helen Joanne Cox, la deputata laburista inglese assassinata oggi dal fanatico nazionalista Tommy Mair, è la triste, ennesima dimostrazione di questa verità talmente evidente che sarebbe banale, se non fosse che invece proprio i fomentatori di odio fanno di tutto per negarla.

In Inghilterra i nemici dell’Europa – e dell’immigrazione, qualunque immigrazione – oltre a inseguire vetusti sogni di grandezza imperiale, resi improponibili e patetici dalla Storia, adducono proprio la paura dei diversi, di quelli “di fuori” a giustificazione della loro voglia di isolarsi. Farage, Johnson e i loro accoliti ora si chiamano fuori, ovviamente, e respingono, doverosamente sdegnati, l’idea che alla base del gesto criminale di Mair ci sia la loro campagna di odio nei confronti di chi inglese non è.

E invece è proprio sulle loro spalle che ricade la responsabilità morale di quel gesto. Sono loro che hanno lanciato lo sciagurato slogan “Britain first”, “prima la Gran Bretagna”, che non può non destare idee di primato, di superbia e di arroganza, e di rifiuto verso lo straniero, in chi non chiede di meglio per trovare qualcuno su cui riversare il suo bisogno di odiare e lo trova poi, inevitabilmente, in chi al contrario, come Helen Joanne Cox, predica la difesa dei deboli, l’accoglienza, l’amore per il prossimo e la condivisione.

Faranno bene, Boris Johnson e Nigel Farage, a farsi un profondo esame di coscienza, per rendersi conto di quanto malriposto, assurdo e anacronistico sia il loro orgoglio nazionalistico.

E, da oggi, anche criminale e assassino.

Riposa in pace, Jo. Possa il tuo sacrificio risvegliare il senso di umanità, se ne hanno, nelle coscienze dei tuoi connazionali.

Giuseppe Riccardo Festa

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