Legge sul “dopo di noi” CALIGIURI: Svolgerò un ruolo di monitoraggio e di stimolo

Riconoscendo la necessità di vivere a casa e non in struttura, la Legge sul “dopo di noi”, da poco approvata dalla Camera, promuove un processo concreto di deistituzionalizzazione, aprendo una nuova prospettiva esistenziale per le persone con disabilità e per i loro familiari.

Il lungo e serrato dibattito attorno a questo tema, nelle Aule parlamentari e nel Paese, è senza dubbio il segno di quanto sia forte l’interesse, ma anche di quanto siano diversi gli accenti e la sensibilità, attorno ai temi dell’autonomia personale delle persone con disabilità. Questo confronto ed interesse, deve ora diffondersi nei territori e nelle comunità locali, per rendere operativi e concreti gli intenti della norma, ma deve anche estendersi ad altri aspetti altrettanto drammatici, che riguardano il rischio di segregazione e di isolamento delle persone con disabilità.

Pur apprezzando il traguardo raggiunto, confermo la perplessità circa quella che considero un’occasione perduta e, cioè interventi molto più stringenti per la deistituzionalizzazione delle persone con disabilità che oggi vivono in istituti segreganti. Non è sufficiente prevedere in legge che il “dopo di noi”, riguarda anche percorsi di deistituzionalizzazione, ma è necessario impedire che quelle istituzioni continuino ad esistere, siano accreditate, convenzionate e finanziate con soldi pubblici. Ora la norma deve essere concretamente applicata.

Se le novità che riguardano il trust e le agevolazioni fiscali, non dovrebbero incontrare difficoltà applicative, rimangono al contrario una incognita i tempi e le modalità di concreta attuazione dei servizi e dei sostegni diretti alle persone e alle famiglie. Su questi, incide molto la volontà politica e la capacità organizzativa di regioni e territori, oltre all’indirizzo dei Ministeri competenti. Auspico, che non si verifichi ciò che è accaduto, dal 2000 in poi, quando è stata emanata la prima legge organica sul settore sociale (L. 328/2000), sui i “livelli essenziali delle prestazioni sociali”, enunciati dall’art. 22, che non sono mai diventati diritti esigibili e reali. Ed è per queste ragioni, che in merito al “dopo di noi”,in qualità di Responsabile del Dipartimento Diritti Umani e Libertà Civili di Forza Italia in Calabria,  , nei confronti dell’amministrazione regionale targata Oliverio,  per favorire una corretta e veloce  attuazione, ma anche per vigilare su distorsioni applicative lontane dalla volontà del legislatore e di chi ha voluto questa norma.

Maria Josè Caligiuri

Responsabile Dipartimento Diritti Umani e Libertà Civili per la Calabria di Forza Italia

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