Cariati: si ha “voglia di lottare per il bene comune”?! 

Insomma, per migliorare il luogo dove si vive è decisivo che tutti facciano un piccolo sforzo

Caro Direttore, 

trovo particolarmente interessante la chiosa con la quale Davide Santoro chiude la sua approfondita nota. Il giovane Ingegnere cariatese, che conosco bene e che apprezzo per impegno e dedizione, si chiede: “avete ancora voglia di lottare per il bene comune”? Non c’era domanda più appropriata, visto il momento critico che attraversa il Paese. Si tratta, a onore del vero, di un “domandone” di quelli significativi, che solo a sentire, dovrebbe smuovere le coscienze dell’intera comunità. 

Non solo degli amministratori pubblici attuali e futuri, ma in modo particolare dei cariatesi. Per le condizioni di profondo abbandono in cui versa Cariati – un Paese letteralmente abbandonato – solo attraverso un vero e proprio movimento dal basso, si riuscirà a sollevare le sorti del territorio.  Ciò lo scriviamo da diversi anni. Forse anche troppi. Serve un vero e proprio protagonismo attivo dal basso dei cariatesi, che devono rimpossessarsi del futuro della loro comunità, con un impegno costante e continuo che deve essere caratterizzato da un principio fondamentale: l’esclusivo interesse generale. 

In pratica, sarebbe ora che si fluidificassero  nuovamente i rapporti tra i cariatesi, pronti a sbracciarsi le maniche ed intervenire volontaristicamente laddove sorgessero i bisogni. Mi spiego meglio. Fermo restando i macro problemi, e la loro risoluzione spetta a chi amministra il Paese, ci sono una miriade di micro criticità che potrebbero di sicuro trovare una risoluzione con un attivismo dei cariantesi. 

Insomma, per migliorare il luogo dove si vive è decisivo che tutti facciano un piccolo sforzo. Bisogna coltivare un’appropriata cultura della responsabilità, quel senso civico che spinge a curare e sentire il nostro bene comune, perché ciò significa scommettere sul futuro di Cariati. Ognuno deve fare la sua parte, costruendo un sana vita comunitaria. Serve sicuramente buona volontà, senso di appartenenza, poche chiacchiere e molti fatti! 

Nicola Campoli 

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