Sarà sicuramente tema di verifiche più precise solo al termine dell’estate. Nel frattempo, è arrivato agosto e le settimane ferragostane bussano ormai alle porte. A sentire la voce che corre sembra che le presenze turistiche a Cariati, durante il finale di giugno e tutto il mese di luglio, siano inferiori a quelle nel pari periodo del 2024. Ogni operatore locale, al quale ho chiesto, si esprime con cifre diverse dagli altri. A occhio, tuttavia, penso che qualcosa in meno sul territorio, sempre in termini di numeri, si è manifestato. Ormai anche un piccolo centro turistico, come Cariati, raccoglie le conseguenze di un Paese dove la gran parte delle persone concentra le vacanze a metà del mese di agosto. L’estate per gli italiani è sempre più sfilacciata. Difficile che le famiglie possano fare più di due settimane consecutive, preferendo nel contempo viaggi e villaggi.
Ecco che, allora, per Cariati va fatta una riflessione a medio/lungo termine. La “Perla” del mare Ionio è stata oggetto di numerose “costruzioni” tra la fine degli settanta e l’inizio degli anni ottanta. Sul territorio la gran parte dei villeggianti viene, come proprietario di seconde case. Pochissimi, se non un numero davvero residuale, sono quelli che soggiornano nelle poche strutture ricettive. E, quindi, vanno studiate politiche ad hoc per continuare a sostenere i vecchi proprietari di seconde case. Invogliandoli sempre più a venire, e occupare le stesse, nonché conquistare la fiducia delle seconde e terze generazioni che sono “cresciute” in loco.
Riservare, ad esempio, ai proprietari che occupano le case, durante la bella stagione, sconti su tributi comunali: Tari, IMU, Acque reflue, etc., nonché riconoscere ad essi dei premi di fedeltà, tipo una tessera di sconto del 10% negli esercizi commerciali. Si consideri tali politiche a chi è proprietario da oltre 40 anni e poi a scalare. Una politica seria di fidelizzazione che potrebbe invogliare a continuare a venire, e a far riaprire ai tanti le loro seconde case chiuse da tempo.
A tutto ciò si deve aggiungere, naturalmente, un’attenzione sempre più maniacale e puntuale – quest’anno un po’ in ombra – finalizzata a migliorare l’immagine di Cariati. Senza dubbio più decoro urbano e cura più attenta nell’offerta di servizi. Tali possibili azioni, ripeto, vanno approfondite con attenzione, trovando fonti di sostentamento/compensazioni nel bilancio comunale, già piuttosto messo male. Infine, mutuando azioni simili, già messe in campo con buoni risultati in altre località turistiche presenti lungo la nostra Penisola.
Nicola Campoli
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