Cariati: avviso ai lettori, non mi leggete.

Per far sì che Cariati riprenda qual cammino che ha smarrito da qualche tempo: c’è bisogno del contributo di tutti

Siamo nel mezzo dell’estate più incerta degli ultimi decenni. Oggi si celebra l’italianissima pausa estiva.

In quest’anno particolare anche le mie vacanze estive ormai volgono al termine. Alla notizia qualcuno di sicuro esclamerà: finalmente! 

Prima di augurare un sereno Ferragosto a chi mi segue sulle colonne di cariatiNet.it, faccio una brevissima riflessione. 

Sono fiero di raccogliere a Cariati molte sane e affettuose amicizie. Persone di tutto rispetto che mi riservano sempre una gradita accoglienza.   

Ebbene c’è, però, un particolare che rilevo in modo dispiaciuto. Non sono mai riuscito a sentire che qualcuno spenda una parola positiva su di un altro conterraneo. 

Spesso mi ritrovo a parlare degli uni agli altri. Di riservare spontaneamente a qualcuno, ad esempio, dei complimenti o degli attestati di simpatia. 

In tale caso piombo in un profondo imbarazzo. Non so mai se involontariamente ho toccato qualche suscettibilità. Purtroppo il più delle volte le mie parole cadono nel vuoto. 

Mi permetto solamente di raccomandare che forse sarebbe ora di abbattere i tanti pregiudizi o similari, che inficiano i buoni rapporti di vicinato.

Detto ciò quest’ultimi vanno, invece, coltivati e alimentati, perché fanno tanto spirito e senso di comunità. 

Una narrazione che a Cariati, non me ne si voglia, non riscontro. Considerazione che mi viene fatta d’altronde da tanti cariatesi, che ne fanno intelligentemente un motivo di autocritica. 

Non è questo allora il problema? Se fosse errata la mia riflessione, faccio volentieri e immediatamente un passo indietro. 

Per far sì che Cariati riprenda qual cammino che ha smarrito da qualche tempo: c’è bisogno del contributo di tutti. Questa logica, non di cortile ma perfettamente unitaria dovrebbe ispirare un possibile rilancio del Paese. 

Buon Ferragosto 2020

Nicola Campoli 

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