BENZINA FINITA, MA UMANITÀ PIENA: VIAGGIO NEL CUORE (VUOTO) DELLA SILA

Pinuccio accende i riflettori sui paesi dove la generosità non manca, ma i servizi sì. Campana, Bocchigliero e Mandatoriccio: tre fermate nella geografia dimenticata d’Italia

Il territorio sul La7

Antonio Loiacono

C’è un’Italia che non si misura in chilometri, ma in strette di mano.
Un’Italia dove se chiedi dove sia il distributore più vicino, ti rispondono con un “aspetta, ti accompagno io” e magari ti offrono pure un bicchiere di vino — perché la benzina, quella no, ma il vino qui non manca mai.

È da qui, da questo pezzo di Calabria che si ostina a esistere tra la Sila e lo Ionio, che Pinuccio, al secolo Alessio Giannone, ha deciso di far partire ieri (in onda ogni mercoledì, in seconda serata) la sua nuova avventura televisiva su La7, Prova d’inchiesta.
Un titolo che promette domande scomode, e in effetti di scomodo qualcosa l’ha trovato: il vuoto!

La troupe parte da Campana, dove l’ospitalità è un’istituzione. Il sindaco, Agostino Chiarello, non solo apre le porte del Municipio, ma anche quelle di casa sua: li accoglie come si accolgono i parenti che tornano da lontano, e li porta a vedere l’Elefante di Pietra, il monumento naturale che da secoli veglia sul paese. Poi li conduce tra gli stand della Fiera della Ronza (il programma è, ovviamente, registrato) tra profumi di carne arrostita e risate di chi, nonostante tutto, non ha smesso di credere nel proprio borgo.

Da Campana a Bocchigliero, dove la vera impresa non è trovare un’inchiesta da fare, ma un distributore di benzina. Il paese è un piccolo miracolo di resistenza, una comunità che vive con la forza dell’abitudine e la speranza dell’amministrazione comunale: qui, il sindaco, Alfonso Benevento, ha finalmente avviato l’iter per dotarsi di una stazione di servizio comunale!
Nel frattempo, però, chi arriva rischia di restare: non per amore del luogo, ma per mancanza di carburante.

Eppure, se anche i serbatoi restano vuoti, i cuori no. A Bocchigliero e Campana la gente si ferma, chiacchiera, invita, offre.
Sono “stazioni di umanità” in una terra dove l’infrastruttura pubblica si è arresa, ma la generosità no.

Poi la carovana televisiva scende verso il mare, a Mandatoriccio, dove il Cavaliere Nicola Flotta accoglie tutti nel suo “maniero”, come in una favola, con vista sulla costa ionica.
Qui la benzina non manca e nemmeno la festa: tra piatti pieni e calici sempre alzati, il Castello diventa un simbolo del paradosso calabrese — la ricchezza del cuore contro la povertà dei servizi.
C’è chi regala vino, chi un letto per la notte, chi una storia da raccontare.

Prova d’inchiesta, insomma, non ha solo filmato un pezzo di Calabria: l’ha mostrata per quella che è, senza filtri né didascalie.
Un luogo che resiste più per affetto che per logica, dove il senso civico sopravvive al disinteresse politico e l’accoglienza supplisce alle mancanze dello Stato.

Forse la vera “inchiesta” è proprio questa: capire come faccia una comunità a restare viva quando tutto il resto sembra abbandonarla.

E sì, speriamo che qualcuno — tra Roma e Catanzaro — abbia acceso la TV ieri sera.
Perché tra un brindisi e una battuta di Pinuccio, l’Italia dimenticata ha finalmente parlato.
Ora resta da vedere se qualcuno, lassù, ha avuto il coraggio di ascoltarla!

 

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