barca rubata e depredata

Gli rubano la barca ormeggiata alla panchina 3 del porto; la conducono al largo; la spogliano di tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche; forse tentano anche di affondarla e l’abbandonano alla deriva. È la brutta avventura occorsa al signor Mario Pace, di Mirto Crosia, amante del mare e pescatore diportista per passione. Ecco come ci ha raccontato il brutto episodio, denunciato ai carabinieri ed alla Guardia costiera. Sabato scorso, di buon mattino, il signor Mario ed il fratello escono, come ogni fine settimana, per una battuta di pesca; qualche ora dopo le condizioni del mare, già mosso, peggiorano e, giunti nei pressi di Cariati, i due decidono un attracco di emergenza nel locale porto; pagano regolarmente i previsti 25 Euro giornalieri e, tranquillizzati, ritornano a casa con l’intenzione di riprendere l’imbarcazione (un cabinato di 8 metri e mezzo di seconda categoria) non appena le condizioni meteo lo permetteranno. Ma il lunedì successivo la brutta sorpresa: la Guardia costiera contatta il Pace per comunicargli che il suo natante è arenato ad un paio di chilometri a sud del porto, all’altezza di Via San Pietro. Cosa è successo? Secondo una prima ricostruzione qualcuno, la sera di domenica, s’intrufola sulla barca; mette in moto e si allontana seguito da un altro scafo che recupererà, a “lavoro” ultimato, il complice, o i complici, i quali abbandonano il cabinato al suo destino. “Ho subito danni per 10, 12 mila Euro – dice Mario Pace – perché tutta la strumentazione è stata trafugata. Ma quello che mi fa rabbia è la mancanza di controllo sui moli. Possibile che non ci sia uno straccio di telecamera? Possibile che nessuno si sia accorto, con il mare a forza 6, che era quantomeno strano vedere, domenica sera, due scafi che mollano gli ormeggi? È un peccato che un posto così bello sia privo dei requisiti minimi di sicurezza”: Pace riferisce di avere avvisato gli uffici comunali preposti e la cooperativa che gestisce il porto: “Ma ho avuto risposte vaghe e generiche, tanto da aver dato mandato al mio legale per citare ai danni chi doveva vigilare e non lo ha fatto e, comunque, per verificare eventuali responsabilità di terzi. Certamente un episodio simile non me lo aspettavo. Sono amareggiato e come me, credo, anche una coppia di turisti tedeschi che, appena saputo del fattaccio, ha ripreso il mare per altri approdi. Spero che i responsabili vengano presto identificati”. Le indagini sono affidate agli uomini di Antonio Paparo, comandante della Guardia costiera cariatese.

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