Anonimi? No, grazie.

Abbiamo già avuto modo, anche di recente, di manifestare la soddisfazione e l’orgoglio che proviamo per il seguito crescente che stiamo raccogliendo, e non solo a Cariati e dintorni. L’aumento costante dei lettori, sia sul giornale che sulla pagina Facebook, sono la migliore testimonianza dell’impegno di correttezza che, lo affermiamo senza tema di smentita, è alla base dell’attività di tutti coloro che – senza aspettarsi ritorni di alcun genere e senza altra motivazione che il loro entusiasmo – portano al giornale il loro contributo di idee, riflessioni e commenti.

La nostra Redazione si è rinforzata: accanto alle firme della prima ora ora appaiono anche nomi nuovi, di collaboratori la cui giovinezza e freschezza di idee ci aiuta a restare in sintonia con un mondo che cambia velocemente. Numerosi sono anche gli interventi dei lettori sulla nostra pagina Facebook, i comunicati stampa, le e-mail e le lettere che riceviamo: sintomi anche questi del seguito di cui il giornale gode. Il nostro grazie va anche a tutti coloro i quali ci gratificano con questi contributi.

Spesso, se non integralmente almeno in sintesi, pubblichiamo le lettere che ci arrivano, quando il loro contenuto apporta un contributo utile alla discussione su argomenti meritevoli di approfondimento. Può anche capitare che per discrezione, motivi di opportunità o timidezza, gli estensori di queste lettere ci chiedano di non pubblicare il loro nome. Valutiamo allora la cosa e, se riteniamo che la richiesta sia giustificata, accogliamo la richiesta: sappiamo chi sono, in ogni caso: il contributo può apparire senza la firma del suo estensore, ma non è anonimo.

Ciò che invece non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo fare è dare ascolto a chi ci manda lettere magari anche ben scritte, piene di dettagli e analisi, ma prive di firma.

Le lettere anonime non ci piacciono: il vuoto in fondo al foglio le priva di ogni credibilità e possibilità di seguito, qualunque cosa esse affermino, perché il loro contenuto, e soprattutto le loro motivazioni, non sono verificabili. Noi, di chi ci scrive, vogliamo conoscere nome, cognome e anche la faccia e, perché no, la voce. E soprattutto le motivazioni che lo spingono a scriverci: ce lo impone l’impegno di serietà e correttezza che abbiamo assunto verso tutti gli altri nostri lettori.

Pazienza se, così facendo, dovremo rinunciare a qualche lettore: quelli ai quali teniamo davvero, ne siamo convinti, continueranno a seguirci e magari anche a criticarci e pungolarci; ma mettendoci la faccia, il nome e il cognome.

Proprio come, del tutto giustamente, esigono che facciamo noi.

La Redazione

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