Ancora una volta la sanità calabrese fa parlare di se e non in modo positivo.

Al centro trasfusionale dell’ospedale civile dell’Annunziata di Cosenza tutto é ancora votato all’immobilismo. Dopo la recente morte di Cesare Ruffolo, avvenuta dopo che il pensionato era stato sottoposto ad una trasfusione di sangue, nulla o quasi è cambiato. L’ultima visita ispettiva compiuta, guidata dal direttore del centro nazionale sangue, Giuliano Grazzini, fra le altre criticità segnalava la necessità di ricorrere all’assunzione di un primario. Una figura medica che non poteva essere scelta fra le unità che già operano nel reparto, in quanto c’è bisogno, hanno scritto gli ispettori, di una persona di comprovata esperienza e capacità. La relazione è della metà dell’agosto scorso. Da allora nulla é avvenuto. Il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Paolo Maria Gangemi, nei giorni scorsi ha chiesto al sub commissario al piano di rientro la necessaria ad emanare il bando pubblico per il reclutamento del primario. La risposta, però, è stata negativa al momento, per una serie di comprovate ragioni. La situazione resta grave. Si spera, quanto prima, di trovare una soluzione alla preoccupante e delicata vicenda.

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