CARIATI CELEBRA LA GIORNATA DELL’UNITA’ NAZIONALE E DELLE FORZE ARMATE.

IL RICORDO DEI CADUTI DI TUTTE LE GUERRE E L’IMPEGNO PER LA PACE AL CENTRO DELLA CERIMONIA

CARIATI 04/11/2026. – Una mattinata dedicata alla memoria, alla riconoscenza e ai valori della libertà, dell’unità nazionale e della pace. Il Comune di Cariati ha celebrato oggi, 4 novembre, la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, rendendo omaggio ai caduti di tutte le guerre e a quanti, anche oggi, servono il Paese con impegno, coraggio e senso del dovere. La cerimonia ha preso il via alle ore 9.30 presso la Concattedrale San Michele Arcangelo, con la Santa Messa concelebrata da don George Viju e don Onofrio Farinola, alla presenza delle autorità civili e militari, dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine, delle associazioni e delle scuole del territorio comunale. Nel corso della celebrazione, don George Viju ha espresso apprezzamento per la scelta dell’Amministrazione comunale di inserire ogni anno, nelle iniziative del 4 novembre, anche un momento di preghiera e raccoglimento in chiesa, accanto alla tradizionale commemorazione presso il Monumento ai Caduti. Un modo per sottolineare come il ricordo di chi ha sacrificato la propria vita per la Patria meriti di essere accompagnato anche da un momento di riflessione spirituale e di preghiera.

Particolarmente significativa la partecipazione delle scuole, con la presenza degli alunni della classe quinta della scuola primaria di Cariati Centro, degli studenti delle classi prime e seconde della scuola secondaria di primo grado di Cariati Centro e dei ragazzi dell’IIS di Cariati, accompagnati dalla dirigente scolastica Sara Giulia Aiello, che è intervenuta nel corso della manifestazione, sottolineando il valore educativo della memoria e l’importanza di coinvolgere le nuove generazioni nelle occasioni di commemorazione e riflessione civile.

Presente anche il comandante della Stazione dei Carabinieri, Luca Di Santo, che è intervenuto nel corso della manifestazione, portando il proprio contributo alla riflessione sui valori del 4 novembre, sul significato del servizio alle istituzioni e sull’importanza di mantenere viva la memoria dei caduti e il valore della pace.

Nel suo intervento, il sindaco Cataldo Minò ha voluto dare alla ricorrenza un significato profondo, legando la grande storia nazionale alla memoria e alle vicende della comunità cariatese. «Il 4 novembre – ha sottolineato il primo cittadino – è una ricorrenza che ci invita a rendere omaggio a quanti hanno sacrificato la propria vita per il nostro Paese. È un’occasione per riflettere sul valore della libertà, dell’unità, del servizio alle istituzioni e della pace». Il sindaco ha quindi invitato a guardare oltre la dimensione nazionale della ricorrenza, riscoprendo anche le pagine della storia locale. «Vorrei che questo ricordo avesse per noi un significato ancora più vicino e concreto. Anche la nostra comunità ha conosciuto direttamente il dolore e le conseguenze dei conflitti mondiali».

Da Cariati, infatti, partirono giovani uomini, contadini e pescatori, che lasciarono le proprie case senza sapere se avrebbero mai fatto ritorno. I loro nomi sono incisi sul Monumento ai Caduti, ma dietro ciascuno di essi, ha ricordato Minò, «c’è una vita, ci sono degli affetti, ci sono sogni e speranze spezzati dalla guerra». Tra le storie ricordate dal sindaco, quella di Francesco Graziano, morto quando non aveva ancora compiuto 18 anni, e di Domenico Graziano, caduto a soli 22 anni in Friuli Venezia Giulia. Giovani vite strappate al futuro, che restituiscono un volto umano ai numeri e alle pagine dei libri di storia. Particolarmente toccante il ricordo dei militari senza nome ritrovati il 15 marzo 1943 sulla spiaggia di Santa Maria, dopo le operazioni belliche nel Golfo di Taranto. I loro corpi furono accolti e sepolti nel cimitero di Cariati. Nel 2000, i resti di uno di loro furono trasferiti ai piedi del Monumento ai Caduti, dove viene oggi ricordato come il Milite Ignoto. «Cariati seppe offrire a quei giovani dispersi rispetto e una degna sepoltura. Il Milite Ignoto rappresenta tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita. Il momento dell’appello è un gesto di riconoscenza, ma anche un impegno a custodire la memoria di ciò che è accaduto», ha evidenziato il sindaco. Un passaggio importante del suo intervento è stato dedicato proprio alla partecipazione delle scuole, fortemente voluta dall’Amministrazione comunale. La presenza degli studenti non deve essere considerata una semplice partecipazione istituzionale, ma un’opportunità per conoscere la storia del proprio territorio, comprendere il sacrificio di chi ci ha preceduto e riconoscere il valore della pace e della libertà. Il 4 novembre è anche la giornata dedicata alle Forze Armate, il cui lavoro quotidiano, spesso lontano dai riflettori, rappresenta un presidio fondamentale a tutela delle istituzioni e dei cittadini. Il sindaco ha rivolto inoltre un pensiero ai quattro militari italiani che hanno recentemente perso la vita in Bosnia in un incidente in elicottero, sottolineando i rischi e le responsabilità che accompagnano il servizio al Paese. «La pace non è scontata e non è soltanto assenza di guerra. La pace si costruisce ogni giorno attraverso il rispetto, il dialogo, la solidarietà, il rifiuto della violenza e il riconoscimento della dignità di ogni persona». Un messaggio rivolto soprattutto alle giovani generazioni, chiamate a non lasciare che i nomi dei caduti restino soltanto incisi nel marmo, ma a conoscere le storie e i sacrifici che si celano dietro ciascuno di essi. Al termine della celebrazione religiosa, il corteo istituzionale ha raggiunto il Monumento ai Caduti in guerra per la cerimonia commemorativa, con la deposizione della corona d’alloro e un momento di raccoglimento accompagnato dalle note de “Il Silenzio”. A seguire, il Comandante facente funzione della Polizia Municipale, Patrizia Marino, ha dato lettura dei nomi dei caduti cariatesi incisi sul monumento.  Un momento di grande intensità e partecipazione, che ha restituito a ciascun nome il valore di una storia e a ciascun sacrificio il significato di una memoria collettiva.

 

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