Mi giunge voce che sono stato – e sono – “troppo buono”, nel commentare, nella mia ultima nota, il percorso di cambiamento che si percepisce passeggiando per Cariati. Mi viene manifestato che sono piuttosto largo di maniche sul giudicare e valutare positivamente l’operato dell’amministrazione Minò. Insomma, dovrei essere più guardingo nei giudizi. Confesso che appartengo alla scuola del possibilismo. Una persona che fonda la sua ragione di vita sulla fiducia. Naturalmente sino a prova contraria e questa amministrazione, nel suo primo anno di vita, non me l’ha data. Vengo ai fatti. Seppure a macchia di leopardo il Paese é più accogliente e, senza dubbio, pulito e curato. Certo siamo lontani dalla perfezione e serve ancora tanto tempo per rodare una macchina comunale al top.
Fondamentale, però, è guardare avanti e non tornare più sui propri passi. Cioè, affrontati e risolti alcuni problemi non deve capitare che ritornino come prima. Allora, e questo è la mia filosofia, non bisogna avere timore di scrivere che qualcosa a Cariati inizia a funzionare. Anzi. Occorre, tuttavia, restare guardinghi rispetto a eventuali passi falsi che si potrebbero manifestare. Spero tanto di non restare, nuovamente, deluso e di poter testimoniare più avanti che finalmente Cariati inizia a funzionare o meglio che ha conquistato il primo prestigioso traguardo della normalità. Infine, un’ultima riflessione. Bisogna trovare il modo di aumentare le presenze turistiche. Manca, come tanti operatori mi sottolineano ogni qualvolta mi fermo a parlare con loro, l’utenza. Cioè le persone che scelgano Cariati per la loro vacanza.
La stagione estiva va allargata su più mesi. Da qui, l’offerta turistica va finalizzata, partendo anche dal conoscere su cosa si riesce a contare in termini di strutture presenti e anche seconde case libere. L’amministrazione comunale su questo tema deve aprire un cantiere di lavoro con il coinvolgimento di professionisti seri e preparati. Tutto deve per forza di cose partire dal comprendere i numeri sui quali contare, ascoltando gli addetti ai lavori. La promozione turistica va fatta come territorio unito e coeso. Su due piedi mi viene da dire che ci sarebbe da servirsi di una Rete di operatori, che abbia come scopo, unitamente all’amministrazione comunale e anche ad altri soggetti istituzionali, quello di riflettere su azioni di comuni da intraprendere, puntando per Cariati su un turismo che punti a valorizzare la sua marcata identità.
Nicola Campoli
Foto gentilmente offerta dal Maestro Michele Cipriotti
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