di MAURO SANTORO (Terravecchia 01.01.2025)
Biografia
Maria Parisi nacque il 15 aprile 1876 a Terravecchia, piccolo ed ultimo paese della provincia di Cosenza sul versante jonico nei pressi del fiume Nicà ove vi morì il 30 dicembre 1977 all’età di centouno anni. Il padre Vincenzo era un possidente e farmacista del paese; la madre Eleonora Boccuti, originaria di Mandatoriccio, era una gentildonna e casalinga.
Al battesimo, il 30 aprile 1876, gli furono imposti i nomi di: Maria, Vittoria, Angelina 1 . Fu la prima figlia di una famiglia numerosa, infatti i fratelli furono sette e cinque le sorelle. In un periodo storico in cui il ruolo delle donne era quello di sposarsi, procreare e badare alla famiglia, la Nostra Maria venne indirizzata anche allo studio e ad una elevazione culturale che la poneva ai vertici del ceto femminile terravecchiese e del circondario. Il suo stato sociale e culturale, al raggiungimento della maggiore età, bastarono per essere nominata maestra elementare 2 di Terravecchia.
Mastra Maria era comunemente chiamata dagli scolari e dai cittadini fino alla sua morte.

Il 13 novembre del 1910, all’età di 34 anni, convolò a nozze con Giuseppe Fiore 3, più giovane di cinque anni, essendo nato il 18 marzo 1881 da genitori ignoti a Oppido Mamertina (RC). Tuttavia egli era un possidente/imprenditore 4 titolare di una ditta edile che eseguiva lavori pubblici nel circondario ed abitava a Terravecchia ove morì all’età di novantasei anni il 6 aprile del 1977 5. Non ebbero prole.
Con il consenso del fratello di lei Francesco Parisi, medico condotto di Terravecchia, e della moglie Filomena Ferrante, originaria di Scala Coeli, adottarono il nipote Antonio nato nel 1922, ultimo di sette figli dei coniugi. Il giovane Antonio studiò e si laureò in legge. Quando partì, nei primi decenni del 1940, per perseguire gli studi universitari a Roma, Mastra Maria, con l’apprensione di una mamma, scrisse dei consigli che lei titolò memoriale 6. Al giovane studente raccomandava: 1° Non trascurare gli studi per nessuna ragione e cercare di dare tutte le materie dell’anno – 2° La salute è il primo e più grande dei beni. Custodirla scrupolosamente. – 3° Non prendere mai parte alle chiassate studentesche. Considerato che si era in pieno regime fascista, con un certo imperio, consigliava di: 4° Tacere: il nemico è sempre nell’ombra in ascolto, pronto a tradire. Antonio Parisi ereditò l’impresa edile, tutte le proprietà e i beni posseduti in vita dagli zii. Egli riconoscente diede il nome di Giuseppe Fiore al primo figlio e quello di Anna Maria alla figlia, grato per tutto il bene e l’affetto ricevuto; in terzogenito Francesco fu chiamato con il nome di suo papà.

Impiego e Missione
La sua attività professionale si svolse prevalentemente nel corso del ventennio fascista. Terravecchia era un piccolo paese collinare con una popolazione media in quel periodo di circa 1.300 residenti, nel 1936 quindici terravecchiesi erano dimoranti in Africa orientale 7, la maggioranza dei cittadini erano impiegati con le diverse professioni in agricoltura e nell’allevamento di caprini e mandrie di bovini. Tuttavia l’economia era di sussistenza e perciò mentre i maschietti sin da ragazzini erano di supporto nelle variegate attività lavorative, le fanciulle accudivano alle faccende di casa ed erano indirizzate alla tessitura e al ricamo. Spesso, quindi, disertavano la frequenza della scuola o partecipavano alle lezioni privi di quaderni, abecedari, pennini e calamari. Non esisteva un edificio scolastico e sovente le lezioni si svolgevano o in una casa privata locata dal comune o, usualmente, gli scolari erano ospitati in una stanza della casa dell’insegnate 8. Mastra Maria Parisi operava nelle condizioni sopra descritte, però non faceva mancare l’incoraggiamento ed il supporto agli scolari più disponibili all’apprendimento e che frequentavano con assiduità, perseguendo sin dagli inizi del 1900 – dopo la legge di riforma proposta dal ministro Orlando – gli indirizzi legislativi di una scuola volta all’operatività e all’utilitarismo promuovendo per le giovani ragazze dei corsi di ricamo.
Valorizzatrice del Ricamo Terravecchiese
Maria Parisi assurse alla ribalta della cronaca calabrese e nazionale nel 1923 in occasione della “I Mostra Biennale delle Arti Decorative Internazionale” che si tenne a Monza dal 13 maggio al 31 ottobre di quell’anno, manifestazione promossa dal governo fascista di Mussolini.
In un articolo pubblicato nel 2012 sulla rivista bimestrale “I beni culturali” 9 si riportava un resoconto della mostra ponendo l’attenzione sulle opere esposte nella sezione dedicata alla Calabria, che era stata allestita sotto la guida del direttore Prof. Alfonso Frangipane – poi, nel 1933, presidente della Scuola d’Arte/Bottega d’Arte di Reggio Calabria che fu inaugurata nel 1927-. L’articolista segnalava che tra le altre opere in una sala – intitolata: Salotto Signorile d’Arte Calabrese – furono esposti i ricami di Maria Parisi di Terravecchia e nella seconda – intitolata: Sala Mostra d’Arte Rustica Calabrese – furono esposti degli “arazzi provenienti da Terravecchia e da Longobucco”, oltre a dei ricami di Maria Parisi. In realtà, come vedremo più avanti, la Nostra Maria non aveva fornito arazzi ma solo coperte ricamate e merletti.

In effetti, il Frangipane non era nuovo a tali iniziative giacché già nel 1912 aveva organizzato nel municipio di Catanzaro “La Prima Mostra d’Arte Calabrese” 10 e forte della sua esperienza di pittore/decoratore, professore di disegno e della sua passione per l’arte calabrese, coinvolgendo le autorità politiche ed amministrative, chiese ai comuni la segnalazione delle persone impegnate nello svolgimento delle attività che maggiormente rappresentassero l’Arte Calabrese nei diversi settori per poi raccogliere la campionatura da esporre alla mostra biennale di Monza nel 1923.
E’ lo stesso Alfonso Frangipane, in un suo resoconto pubblicato il 30 giugno del 1923 11, ad elencare ed illustrare “Gli espositori” che erano stati scelti e le produzioni più artistiche usate per allestire i due saloni assegnati alla Calabria. Riguardo a Maria Parisi, si riporta quanto scrisse il prof. Alfonso, ovvero: Che la Parisi “Rappresenta le tessitrici di Terravecchia e dei dintorni di Longobucco, dove si svolge la sua attività organizzatrice e direttrice della nostra industria rinascente. […] Da Terravecchia essa ci ha mandato interessantissime coperte, di effetto grande per la elegante ingenuità dei vecchi motivi e la vivacità dei colori purissimi adoperati con senso classico della decorazione nostra, che ebbe templi policromati di magnificenza superba! Ci ha mandato anche strisce di merletti sfilati a mano, ricercatissime ormai dai buongustai della nostra arte popolare e dagli antiquari, che poi all’estero le fanno passare per cose da museo! Proprio così, le cose che umilmente, ma con fede splendida, si lavorano nella modesta scuoletta di Maria Parisi a Terravecchia!”
In realtà, da Terravecchia quindi, per la “I Mostra Biennale delle Arti Decorative Internazionale” del 1923, non era stato inviato nessun arazzo ma solo ricami e sfilati a mano. Circostanza confermata nel testo di Tonino Sicoli pubblicato nel 2013 relativo alla tessitura e al ricamo 12 che così specificò: “Grande enfasi viene dunque data all’arte della tessitura e del ricamo, arti in cui si innalza in particolare l’abilità degli artigiani di Cerzeto, autori di alcuni arazzi con i motivi stilizzati del giglio, “che sembra un broccato della Rinascenza”, di Sant’Attanasio (un’“arazzo in rosso, di superbo effetto” collocato sopra la porta di ingresso al Salotto), della sfera, e della barca e della “giarriglia” (entrambi verdi); agli arazzi si accostano due grandi coperte, una col simbolo dell’aquila bicipide, nel quale le tessitrici di Cerzeto danno uno splendido saggio su un tema iconografico di origine albanese, l’altro con i calici, definito “una gloria di azzurro intenso” accanto alle coperte vengono menzionati anche il mirabile arazzo di Bianca Strazzulli di Cosenza, che riproduce ricamato a mano un paesaggio con la Valle del Crati, e i ricami sfilati a mano di Maria Parisi.”
Fiera Internazionale di Tripoli
Tanto fu il riconoscimento e la fama per i ricami ed i merletti esposti nella “I Mostra Biennale delle Arti Decorative Internazionale” del 1923 che Maria Parisi fu invitata ad esporre anche nella colonia di Libia alla “V Fiera Internazionale” che si tenne a Tripoli nel 1931, anno X dell’era fascista 13. Nel Gruppo V, Tessuti artistici – Ricami – Merletti –, oltre alla Nostra Maria Parisi da Terravecchia, esposero i loro lavori: Brunetti Achiropita, Cicala Giulia di Pasquale, Cicala Lucrezia, Nicoletti Giulia – tutte e quattro da Paludi; De Capua Bruno e Romano Vincenzo – da Longobucco -; Majerà Ercole da Cerzeto. Il comitato organizzatore della sezione espositori per la provincia di Cosenza era costituito dal senatore Francesco Joele – Presidente – e dai membri: Avv. Antonio De Florio; Avv. Vincenzo Fino; Avv. Vincenzo Pace; Avv. Carlo Perimezzi.

Conclusioni
In chiusura di questa breve ricostruzione storica, si può certamente affermare che:
- Maria Parisi nel corso della sua vita lavorativa ha svolto la professione di maestra della scuola elementare di Terravecchia per più di un quarantennio.
- Lei non ha mai svolto attività imprenditoriale di ricamatrice, produttrice di tessuti ricamati o venditrice di biancheria, lavori di cucito o altro. Difatti non sono stati rinvenute evidenze documentali negli archivi visionati né riscontri orali tra gli anziani interpellati. Le testimonianze concordanti, anche quelle rievocate dal nipote Giuseppe Fiore Parisi, riferiscono che la Nostra insegnava nella scuola elementare e curava il corso di ricamo per le ragazze terravecchiesi come progetto didattico, promuovendo così l’operatività e l’utilitarismo prescritto dai programmi ministeriali.
- Le coperte ricamate con i “vecchi motivi e la vivacità dei colori purissimi adoperati con senso classico della decorazione nostra”, in realtà costituivano i lavori eseguiti “nella modesta scuoletta di Maria Parisi a Terravecchia!” 14.
- Non c’è dubbio e si può asserire che per i meriti di Maria Parisi l’arte tessile e del ricamo tradizionale di Terravecchia è stata apprezzata, valorizzata e portata alla ribalta regionale, nazionale e internazionale. Peccato che la società terravecchiese non abbia saputo sfruttare la notorietà ed il prestigio evidenziati e non sono sorte attività imprenditoriali di produzione di quei capi di biancheria artistica che per molti decenni hanno qualificato ed impreziosito i corredi delle giovani spose di Terravecchia.
_______________________
- Archivio Parrocchiale Terravecchia: Registro Battesimi anno 1876.
- Archivio Comunale Terravecchia: Registro Matrimoni anno 1910.
- ibidem: Registro Matrimoni anno 1910.
- Archivio Mauro Santoro: Ruolo tassa professioni 1925. (Per quell’anno l’imprenditore Giuseppe Fiore era tassato per 30 lire).
- Archivio Comunale Terravecchia: Registro Morti anno 1977.
- Documento e foto di Maria Parisi concesse dal nipote Giuseppe Fiore Parisi.
- Mauro Santoro: “L’autarchia tessile del regime fascista – Il ginestrificio di Cariati (1935-1943) – Editoriale Progetto 2000 –
Cosenza 2014; ha ricevuto il premio Cassiodoro dalla Universitas Vivariensis (Cosenza).
- Mauro Santoro: “Terra Veterj – La comunità Jonica di Terravecchia tra memoria storica e modernità” – Editoriale Progetto 2000 –
Cosenza 2011.
- Serena Carboni in: Rivista bimestrale “I beni culturali” – Anno XX, n. 6, del Nov./Dic. 2012 – pg. 13-16.
- Giovanna Capitelli: Arte dell’Ottocento in Calabria (1783-1908) – 2013, in Cosenza e le Arti. La collezione di dipinti dell’800
della Provincia di Cosenza (1861-1931), catalogo della mostra (Cosenza, Museo delle Arti e del Mestieri), a cura di A. Cipparrone,
Cosenza 2013, pp. 21-28.
- A. Frangipane, La Calabria alla Mostra di Monza. La grande Biennale, in “Brutium. Giornale d’arte”, Reggio Calabria, 30 giugno
1923, a. II, n. 7-8. Il giornale “Brutium” fu fondato dallo stesso Frangipane nell’ottobre del 1922 con lo scopo di valorizzare
l’artgianato e l’arte calabrese.
- Tonino Sicoli (a cura di), “Ottonovecento – Arte in Calabria nelle collezioni private” – prima mostra sull’arte in Calabria
(1850 – 1950) prima mostra sull’arte in Calabria (1850 – 1950) . Rende 2013.
- “Catalogo degli espositori alla V Fiera Internazionale Tripoli” (a cura del Consiglio Provinciale dell’Economia), Tipi del
Giornale di Calabria – Marzo 1931 – IX. (Le sezioni allestite furono: Legumi; Grani; Granone; Segala; Arance;
Castagne-Patate; Cedri-Prugne-Fichi; Mele; Uva passa; Formaggi; Liquirizia (lavorata); Miele; Olive secche; Liquori;
Olio olivo, Vini; Cera vergine; Ginestra (lavorazione della); Lane-Tessuti lana-Maglieria e filati di lana; Tessuti artistici- Ricami
-Merletti; Sculture in legno-Mobili-Ferri battuti; Quadri artistici; lavorazione cestini; Propaganda bacologica;
Attività Agricola della Provincia; Mostra Edilizia; Olio al Solfuro; Tannino (estratto); Manganese (minerale di); Legname;
Pettini di legno; Saponi; Gemme Pino Silano (sciroppo); Acque Minerali; Burrini).
- A. Francipane, La Calabria alla Mostra di Monza…, cit.
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